Roghi in Sicilia, Curcio a Musumeci: “L’intervento sugli incendi responsabilità della Regione”

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ROMA – Il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha detto che sul fronte degli incendi “i dati in questo anno sono particolarmente severi, come avvenuto nel 2007, nel 2012 e nel 2017”. Nel corso del 2021 “ci sono state 558 richieste di intervento di concorso aereo per lo spegnimento dei roghi” e “il 35 per cento di queste richieste è arrivato dalla Sicilia, il 20 per cento dalla Calabria”. Un terzo delle richieste è arrivato nell’ultima settimana, “particolarmente difficile”.

“Abbiamo preso atto delle necessità della Regione Sicilia e lavoriamo per inviare una serie di squadre da terra che andranno a rinforzare la capacita’ di intervento”. Saranno squadre provenienti da altre Regioni e i turni del corpo nazionale dei Vigili del fuoco raddoppieranno: “Le responsabilità nell’ambito di ciò che si fa contro gli incendi boschivi sono chiare”, ha aggiunto Curcio, “le norme prevedono che la lotta attiva sia di competenza delle Regioni. E la lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento. Allo Stato spetta il coordinamento del soccorso aereo quando le Regioni non riescono con i propri mezzi a intervenire”.

Dietro l’emergenza incendi in Sicilia spunta l’ombra del business fotovoltaico

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, così come il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, aveva chiesto al governo lo stato di mobilitazione. Sulle carenze di organico dei Vigili del fuoco e sulle emergenze a cui non sarebbero messi nelle condizioni di far fronte per “precise e chiare responsabilità politiche”, punta il dito la Cgil regionale. Il capogruppo del Pd all’Assemblea siciliana, Giuseppe Lupo, attacca: “La Sicilia brucia, ma cosa ha fatto il governo regionale per prevenire questo disastro?”.

Incendi in Sicilia, la macchina della prevenzione è rimasta ferma fino a giugno

Il fuoco non allenta la sua morsa in Sicilia, alimentato dal vento caldo e dalle temperature che in alcune zone dell’isola sfiorano i 40 gradi. Da Palermo a Catania sono ancora decine gli interventi dei Vigili del fuoco, forestali, mezzi aerei, Protezione civile per spegnere roghi che hanno fatto alzare una colonna di fumo che perfino la Nasa ha fotografato da un satellite. Polizzi Generosa, Monreale, Petralia Soprana, Scillato, Misilmeri sono alcune delle località dove si sta cercando di fermare il fronte del fuoco. Nel Catanese, a causa di un incendio lungo i versanti ai margini della sede stradale, è stata temporaneamente chiusa all’altezza di Belpasso la strada statale 417. Nel capoluogo etneo solo stamane sono stati spenti alcuni focolai attivi nella fascia jonica, tra San Francesco La Rena e Vaccarizzo: lo stabilimento balneare ‘Le capannine’ è andato distrutto e sono state evacuate duecento persone via mare. Oggi sono state complessivamente 115 le richieste di soccorso registrate in tutta la provincia: Adrano, Belpasso, Santa Maria di Licodia. La zona maggiormente colpita ieri è stata quella tra Fossa Creta, via Palermo e l’Asse dei Servizi, dove diverse famiglie sono state costrette ad abbandonare le case (una sessantina quelle distrutte o gravemente danneggiate).

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