Rogo a Torino, un indagato: è il fabbro che con la saldatrice avrebbe appiccato per sbaglio il fuoco

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C’è un indagato – l’accusa è di incendio colposo – nell’inchiesta della Procura, coordinata dal pm Alessandro Aghemo, sul rogo che ieri ha distrutto i piani alti di un isolato nel pieno centro di Torino, tra piazza Carlo Felice, dove si trova la stazione di Porta Nuova, e via Lagrange. E’ il fabbro che ieri mattina, chiamato da un inquilino, stata installando una cassaforte nell’attico da cui, come hanno stabilito i vigili del fuoco, è partito l’incendio.

L’artigiano, incassando il forziere nel muro, si è servito anche di una saldatrice: sarebbero state proprio le scintille prodotte da quest’ultima, cadendo nell’intercapedine coibentata, ad appiccare al materiale isolante il fuoco che poi è dilagato in appartamenti e mansarde, distruggendo 3000 metri quadrati al quinto e quarto piano su tre lati dell’isolato composto da due condomini: via Lagrange, piazza Lagrange e piazza Carlo Felice.

Un inquilino accompagnato nella sua casa dai vigili del fuoco (ansa)

Le forze dell’ordine – polizia, carabinieri, vigili urbani – sono rimaste tutta la notte in zona a presidiare l’area e il nucleo Niat (nucleo investigativo antincendio) dei vigili del fuoco ha svolto rilievi e avviato le prime indagini che hanno confermato come il rogo sia partito dall’attico in cui era in corso l’installazione della cassaforte.

Al momento risultano oltre un centinaio di persone sfollate. Cinque i feriti lievi. Tre famiglie, rimaste senza casa, sono state accolte negli alberghi convenzionati messi a disposizione dal Comune di Torino. “L’incendio è da ieri sotto controllo, stiamo facendo ulteriori verifiche per evitare che riparta. Tutte le mansarde sono state distrutte e anche parte del quarto piano dove c’è rischio crollo” ha spiegato il comandante provinciale dei vigili del fuoco .

Inquilini in coda per recuperare le loro case 

Le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite tutta la notte, ciononostante la situazione non è ancora sotto controllo soprattutto perché le fiamme hanno causato gravi danni alle strutture dell’edificio e non si esclude che possano verificarsi dei crolli. Iniziato il lavoro di recupero dei beni degli abitanti evacuati, poiché in alcuni alloggi i danni strutturali sono importanti, le operazioni procederanno con particolare cautela.

L’incendio fuori controllo nel cuore di Torino: così ho visto la lepre di fuoco che corre più veloce del cacciatore

Decine di inquilini aspettano di tornare in casa almeno per prendere pochi oggetti personali, dopo aver dormito da amici o in hotel. Ieri sera la ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione nel palazzo ha messo a disposizione venti camere in albergo. “Ho amici albergatori che ci hanno aiutato – spiega Gianluca Vigna, geometra della Fiammengo – Basta andare dalla protezione civile”.

“I materiali usati e le intercapedini dei muri: è lì che va cercata l’origine del disastro”

Sempre nello stand della protezione civile si può chiedere l’accoglienza nelle strutture messe a disposizione dalla Città, nell’housing in zona corso Vercelli. Solo una famiglia finora ha approfittato dell’accoglienza. Un gruppo di volontari oggi resterà davanti a Porta Nuova per raccogliere le esigenze degli inquilini che in queste ore si stanno rivolgendo all’amministratore di condominio per avere informazioni.

“Sarei dovuta partire alle 6 questa mattina per la Norvegia. La valigia è pronta in casa ma non posso riprenderla, non ho documenti, carta d’identità nulla – dice Domitillla Baccon, studentessa di Medicina di 21 anni – Con la mia famiglia abbiamo dormito in un hotel qui vicino che abbiamo pagato noi per la notte e ci siamo organizzati per tutto, anche per mangiare o bere. Ora cercheremo di capire se lo stabile è sotto sequestro, spero di riprendere i miei beni e partire, qui non posso fare nulla per aiutare la mia famiglia”.

Il comandante dei vigili del fuoco: “Un incendio difficilissimo, il fuoco correva sotto le tegole”

La custode Antonella Lo Iacono continua rispondere  alle decine di telefonate dei condomini, “no signora delle mansarde non è rimasto nulla”, risponde. È stata la prima a entrare questa mattina in casa “ma solo pochi minuti, il tempo di prendere qualcosa dal cassetto. Sono stata accompagnata dai vigili del fuoco, ma ho dormito in un hotel vicino. Ci avevano detto c’erano degli hotel a disposizione ma non abbiamo capito quali. Una bottiglietta d’acqua me l’ha data la polizia con un sacchetto di salatini”.

Nel palazzo del rogo anche una casa editrice: “Lì dentro abbiamo migliaia di libri, non so cosa troveremo”

Franco, invece vive nelle mansarde: “Sono entrato ieri mattina ma non pensavo che la mia mansarda fosse a rischio, era a decine di metri dall’attico. Sono poi andato a pranzo fuori sperando di entrare in poche ore ma è stato impressionante, nel giro di due ore l’incendio è ripartito e a una velocità incredibile ha raggiunto il mio appartamento, ora è tutto distrutto. Ho dormito nell’hotel Roma, sono stati molto gentili mi hanno offerto una notte che nei prossimi giorni potrò usare”. 

Questa mattina sono state inoltre ripristinate tutte le linee dei bus che erano state deviate: 4, 6, 9 11, 33, 52, 61, 64 e 68. Resta la chiusura di piazza Carlo Felice e il controviale nord di corso Vittorio Emanuele II.

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