Roma, bambino con la febbre alla materna: tutti in quarantena in attesa del tampone

La Republica News

Al bambino viene la febbre e finiscono tutti in quarantena. È accaduto ieri, primo giorno anche per le materne. A essere coinvolta, la scuola d’infanzia comunale “La Torre di Babele”, nell’VIII municipio. Poche ore dopo essere uscito dall’aula, dopo una giornata di giochi e lezioni con le educatrici, il piccolo torna a casa e ha la febbre. Sarà solo lo “strapazzo” di una mattinata diversa dal solito, dopo mesi? Potrebbe essere. Ma al piccolo, per essere sicuri che non si tratti del Coronavirus, tocca il tampone. Così da oggi e finché non si avrà la risposta, educatrici, operatori e bambini sono chiusi in casa, in quarantena, nonostante però le linee guida del Governo non prevedano l’interdizione della struttura. I risultati, ad ogni modo, dovrebbero arrivare in quarantotto ore e fino a quel momento mamme e papà devono trovare una soluzione: coi nonni, in via preventiva, i piccoli non possono certo starci. Così in molti sono stati costretti a prendere un giorno di lavoro.E non sarebbe l’unico caso a Roma. Sui gruppi di mamme, sono tante le segnalazioni di bambini della materna (statale o comunale) con febbre in classe o (in maggior misura) a casa, dopo didattica e giochi. Ma anche la stanchezza del “primo giorno di scuola” ora va “accertata” col tampone. Così diversi municipi hanno “chiesto al Campidoglio un protocollo di comportamento – aggiunge Vetrugno – per capire come muoversi con l’isolamento dell’alunno”. La riposta del Comune è arrivata oggi, nel pomeriggio, a chiusura della scuola ormai avvenuta, ed è contenuta in una comunicazione avente per oggetto “Indicazioni operative per la gestione di casi di focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, con cui, per la tematica, si rimanda alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, che è “da considerarsi prevalente rispetto a qualsiasi documento interno redatto dall’amministrazione capitolina”.Nel caso in cui un alunno presenti febbre (sopra a 37,5 gradi) o un sintomo compatibile col Covid-19 mentre è a scuola, il referente scolastico deve immediatamente telefonare ai genitori e ospitare lo studente in una stanza dedicata o in un’area di isolamento, in compagnia di un adulto che dovrà rimanere distanziato e indossare la mascherina, come anche il bambino. I genitori devono contattare il pediatra o medico di famiglia per la valutazione clinica. In caso di sospetto Covid-19, il dottore richiede il test diagnostico: i medici, però, per fugare ogni dubbio, prescrivono il tampone. Se il test è positivo, si avviano la ricerca dei contatti e la sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Ma se il bambino presenta febbre o sintomo a casa, quel che dicono le linee guida di rimanere a casa, richiedere il test diagnostico e comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute.Ciononostante la materna “La Torre di Babele” rimarrà chiusa in via precauzionale anche domani. Per evitare casi simili, specialmente con l’avvicinarsi dell’autunno, stagione di febbri e raffreddori, l’VIII municipio ora chiede test rapidi anche nelle scuole: “Si tratta di servizi fondamentali per gli studenti e per le famiglie – spiega Francesca Vetrugno, assessore alla Scuola del parlamentino – . Con questi esami i risultati arrivano in mezz’ora: in caso di negatività si può ripartire subito, senza bloccare genitori e bambini, in caso di positività, invece, si viene a sapere immediatamente e si riesce ad agire quanto prima. Regione e organi competenti valutino il prima possibile per il bene dei nostri ragazzi”.


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