Roma in vendita: Al Baker rinuncia, Friedkin è ormai a un passo

La Republica News

Il caldo africano che pressa Roma da giorni non preannuncia un’estate araba. Fahad Al-Baker, frontman di un gruppo di 3 imprenditori del Kuwait che aveva mosso dei passi concreti per acquistare da Pallotta la Roma, ha alzato bandiera bianca. Troppo stretti i tempi per concludere l’operazione, troppa fretta da parte di Pallotta che, con in mano l’offerta del texano Dan Friedkin (575 milioni debito compreso), non può correre il rischio di perdere l’uno e l’altro. Pallotta aveva chiesto ad Al-Baker di presentare un’offerta vincolante entro le 11 di mercoledì, ossia oggi. Ma Al-Baker aveva già presentato un’offerta preliminare migliore della concorrenza per 30-40 milioni. Ma aveva avuto accesso solo ai bilanci della Roma, mentre per chiudere un’operazione così ampia è necessario completrare una lunga e accurata due diligence, spendendo milioni di euro e soprattitto non meno di un paio di mesi. Ma la situazione della Roma non permette di sprecare altro tempo: occorrono soldi, occorre con urgenza un aumento di capitale da non meno di 50 milioni per pagare stipendi, onorare scadenze, soddisfare necessità. Il kuwaitiano aveva davanti soltanto due strade: comprare la Roma a scatola chiusa, ossia senza conoscere nel dettaglio la situazione della galassia di società correlate e senza capire quindi se la valutazione data fosse corretta. L’altra era farsi da parte. Ha optato per la soluzione più logica, rinunciando all’affare, a cui lo aveva introdotto l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema. La notizia è confermata dal quotidiano kuwaitiano ‘Al Jarida’.A questo punto, Pallotta non ha più un bivio davanti a sé: in corsa resta solo Dan Friedkin, l’imprenditore che vende toyota agli americani e ha costruito una costellazione di hotel di lusso nel mondo. E’ l’ultima persona al mondo a cui Pallotta vorrebbe vendere, infastidito dal tira e molla reciproco andato in onda tra febbraio e marzo, tra offerte al ribasso e contratti saltati alle firme. Per questo aveva strizzato gli occhi al Kuwait. Oggi però le alternative sembrano finite: il destino della Roma sembra prendere, nuovamente, la strada degli Stati Uniti. 


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