Notizie italiane in tempo reale!

Roma, la chat tra il mandante e il sicario: “Spezza la schiena alla mia ex, ma evita gli occhi”

Non chiedeva al killer di ucciderla ma che lei finisse sulla sedia a rotelle dopo averle “spezzato la schiena” e che sfregiasse per sempre la bellezza del suo volto con l’acido. “Ma evita gli occhi”, lo avvertiva in inglese su una chat del dark web. L’orrore dell’odio sta nelle poche parole che un ingegnere milanese per alcuni giorni ha scritto al sicario assoldato e pagato 18mila euro in bitcoin. Un piano criminale sferrato contro l’ex che aveva deciso di non sposarlo e che da un anno non frequentava più se non sul posto di lavoro, negli uffici dell’Enel di Roma dove lui era un funzionario. Ma alla quale inviava mail in continuazione sperando in una riconciliazione.

Assolda sicario sul web per aggredire la ex: “Voglio che resti paralizzata”

Il quarantenne è ai domiciliari per atti persecutori aggravati dopo un’indagine del Servzio di polizia postale e della squadra mobile durata appena cinque giorni.

“Dagli una botta, deve sembrare una rapina, portale via la borsa”, continuava a consigliare l’ingegnere al killer. “Gli orari migliori per andare a casa sua sono quelli serali, lei posteggia davanti casa e quella è una zona calma”. “Capisco ciò che vuoi. Tra tre giorni sarò tutto fatto”, rispondeva il killer. E, in una corsa contro il tempo, la donna è stata messa sotto protezione.

È stata la polizia tedesca a segnalare quell’ingaggio attraverso un mediatore. È probabile che gli investigatori fossero sotto copertura e hanno svelato la conversazione con l’hitman, il sicario. La procura di Roma ha avviato l’inchiesta italiana, coordinata dal procuratore Michele Prestipino e dalla pm Daniela Cento.

Chi difende i maschi narcisi patologici

Un’indagine finanziaria ha svelato il nome dell’uomo italiano che aveva pagato il killer. La multinazionale europea di investimento con criptovalute alla quale si era rivolto aveva richiesto la sua carta d’identità, un selfie e anche la residenza. Per i poliziotti è stato facile arrivare nella sua casa di Milano. E lì hanno sequestrato tablet, cellulari, 37 fogli con riflessioni sulla ex, un libro su come capire le donne. Era il 10 marzo scorso e l’ingegnere ha confessato subito. “Posso revocare il mandato”, ha detto. Davanti agli investigatori ha inviato due messaggi, al killer e al mediatore, in cui ha spiegato che non aveva più bisogno di loro. Ha poi aggiunto la sua assurda giustificazione: “Volevo lasciare un segno indelebile sul suo corpo come lei aveva fatto con me”.

Nel wallet, il portafoglio, che aveva riempito con i bitcoin sono stati ritrovati solo 8 dei 18 mila euro che aveva versato. Il piano non era andato a buon fine ma mediatore e killer, ancora ricercati, hanno tenuto l’acconto.

Dalla parte delle donne contro stalking e femminicidi

“Lui continuava a scrivermi fino a quando ho bloccato il suo contatto”, ha raccontato la trentenne romana scampata a un’aggressione che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Quando la polizia le ha chiesto se lei era perseguitata da un uomo, la vittima inconsapevole ha indicato tre persone. “Non avrei mai immaginato che sarebbe arrivato a tutto questo”, ha aggiunto incredula. Dal luglio del 2020 lui la tormentava con messaggi, telefonate, lettere e mazzi di fiori, appostamenti davanti all’ufficio. Ma lei non aveva compreso la gravità di quei gesti ossessivi e non aveva mai denunciato.



Go to Source

Exit mobile version