Roma, la compagna di Lemmetti assunta dal collega assessore: “In segreteria con Montuori”. Raggi: “Faccia passo indietro”

Pubblicità
Pubblicità

Dalla Toscana alla capitale, da Pietrasanta a Roma, sulle orme del compagno Gianni Lemmetti. L’ultima infornata di nomine varata mercoledì sera dalla giunta pentastellata vale un posto in Campidoglio anche alla fidanzata dell’assessore al Bilancio.

Con un’accortezza: Silvia Di Manno, libraia nello storico bookshop Le Vele di Viareggio, non si accomoderà accanto al titolare dei conti, ma entrerà nello staff di Luca Montuori. Per 23 mila euro, da qui a fine consiliatura, diventerà la segretaria politica dell’assessore all’Urbanistica.

Roma e la parabola dei 5S: dalla lotta alla casta al posto ai parenti

Un ingaggio da fine mandato che ricorda da vicino quello negato all’ultimo secondo a Massimilano Capo. Dj e fotografo viterbese, oltre che organizzatore del festival Medioera, è strettissimo amico di Lorenza Fruci, al punto da aver inscenato con lei un book fotografico da matrimonio a favor di social.

Campidoglio, l’assessora Fruci vuole come capo staff quello che su Facebook è il marito

L’assessora alla Cultura, compagna di classe della sindaca Virginia Raggi ai tempi del liceo, avrebbe voluto portarlo con se come capostaff per 90 mila euro all’anno. Ma la nomina, come raccontato da Repubblica, è stata “congelata” in extremis dalla stessa Fruci. Che ribadisce di non essere sposata con Capo, ma ha comunque deciso di bloccare l’operazione. Forse per questioni di opportunità.

La trattativa, nonostante l’atto di nomina fosse già stato messo nero su bianco, adesso è definitivamente saltata. Così assicurano dal Comune, dove definiscono la liaison tra Fruci e Capo una “fiction” a fronte di foto e colloqui video in cui due insistono sul ruolo di marito e moglie.

Paradosso o meno, resta il fatto che ieri mattina Capo ha improvvisamente abbandonato il gruppo WhatsApp frequentato dai suoi omologhi, inclusi Max Bugani e Salvatore Romeo, capistaff della prima cittadina e del suo vice Pietro Calabrese.

Ma torniamo all’ultimo colpo di mercato: Silvia Di Manno, 46 anni, si è già presentata all’assessorato all’Urbanistica per salutare Montuori e il resto del suo staff un paio di giorni fa.

Letto e riletto il curriculum, nessuno ha avuto da ridire. Nemmeno sul video in cui la neosegretaria presenta un libro con Gianni Lemmetti, introducendo al pubblico l’assessore come il suo compagno tra coccole e baci: “Siamo con un lettore d’eccezione. È Gianni, è il mio compagno – è l’esordio della compagna nel filmato registrato in libreria e pubblicato su Facebook il 23 aprile 2019 – e sono anche un po’ emozionata”.

Secco, invece, Luca Montuori, assessore a cui è toccata in sorte la nomina della fidanzata del collega, e per il quale è tutto in ordine: “Avevo degli spazi utili per ampliare lo staff. Ho ricevuto dei curriculum, tra cui quello selezionato, in cui emerge un’esperienza di gestione di segreteria politica e ottime referenze tutte documentate e allegate alla mia richiesta. Non c’è molto altro da dire, penso che svolgerà un ottimo lavoro in quest’ultima fase della consiliatura”. Di sicuro eviterà a Lemmetti di fare su e giù dalla Toscana e incappare in una seconda inchiesta della Corte dei Conti, che già indaga sui rimborsi ottenuti fin qui dall’assessore per l’andirivieni tra Roma e Viareggio.

Una soluzione che però non sarebbe piaciuta alla sindaca che si sarebbe infuriata venuta a conoscenza dellal cosa. Raggi infatti  non aveva partecipato alla votazione con cui la giunta ha deliberato l’assunzione di Di Manno, avrebbe gia’ chiesto di intervenire con la revoca della delibera di assunzione o attraverso un passo indietro della diretta interessata.

Poi ci sono le opposizioni. Davide Bordoni, consigliere della Lega, promette un esposto ai magistrati contabili “II Comune non può diventare il comitato elettorale di Raggi a spese dei romani”. I renziani Marco Cappa ed Eleonora De Santis rincarano la dose: “Si faccia chiarezza sugli ingaggi pre-elettorali in collaboratori per la comunicazione”. Dello stesso tenore l’attacco di Dario Nanni, consigliere di centrosinistra del VI Municipio: “I 5S continuano a usare il Comune come un bancomat”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source