Roma, sequestrati cinquanta quadri dell’attrice Lollobrigida

La Republica News

Un sequestro lampo, cinquanta opere d’arte di Gina Lollobrigida che erano pronte ad essere battute all’asta la prossima settimana. Il pubblico ministero Laura Condemi ha dato mandato ai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di sequestrare un patrimonio artistico del valore di circa 300 mila euro “essendo assai probabile che soggetti allo stato non compiutamente identificati abbiano, abusando di relazioni fiduciarie, amicali, di coabitazione e/o di altra natura e avvantaggiandosi dello stato di vulnerabilità della Lollobrigida, indotto quest’ultima a privarsi di beni immobili di valore tentando di metterli in vendita”. L’attrice, classe 1927, è stata dichiarata incapace ed è in corso il processo per Andrea Piazzolla, suo badante tuttofare, con l’accusa di circonvenzione di incapace: per la procura dal 2013 avrebbe sottratto alla star del cinema beni per circa 3 milioni di euro. Il patrimonio dell’artista viene gestito da un amministratore di sostegno, Stefano Agamennone. E’ stato proprio quest’ultimo, l’11 maggio, a denunciare che diversi pezzi erano spariti dalla casa della Lollo. Non è la prima volta. Scrive il pm nel decreto di sequestro, eseguito ieri pomeriggio, che “la villa della nota attrice risulta essere stata già oggetto di depredazione (e stranamente mai denunciata) e quindi avvenuta in circostanze misteriose, in quanto alcuni beni sono stati rinvenuti dalla polizia di Stato nella disponibilità di uno straniero, Mihai Cozma, denunciato per furto in abitazione nell’ambito di altro procedimento e che dunque il complesso dei bani sottratti alla Lollobrigida e posti in vendita presso la stessa o altra casa d’aste, potrebbe dunque essere più consistente, anche in considerazione del fatto che, secondo informazioni confidenziali rese alla polizia giudiziaria, “nel corso del mese di febbraio 2020, sarebbero stati asportati dalla casa dell’artista verso un magazzino non meglio identificato, una pluralità di beni mobili utilizzando quale giustificazione la necessità di eseguire dei lavori di ristrutturazione””. Insomma, questa volta, il patrimonio della Lollo è salvo. Cinquanta pezzi, tra opere d’arte, quadri, mobili e complementi di arredo sono finiti sotto chiave.

Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi