Roma Un taglio al dito di papa per rubargli la fede. Sciacalli del Covid emergono decine di casi in tutta Italia

Roma, “Un taglio al dito di papà per rubargli la fede”. Sciacalli del Covid: emergono decine di casi in tutta Italia

La Republica News
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Non si fermano neanche in una pandemia mondiale, gli sciacalli. Come durante i terremoti, o le guerre. Colpiscono nel momento di massima debolezza, nei luoghi del dolore e della solitidune. E infieriscono sulle famiglie, già sconvolte per la perdita dei propri cari, rubando loro oggetti preziosi – da ogni punto di vista – appartenuti alle persone scomparse.

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Il caso dell’altro giorno al San Camillo – con il furto della fede, degli occhiali e dei vestiti a un signore di 68 anni appena deceduto – non è purtroppo un caso isolato. L’episodio raccontato da Repubblica ha dato il coraggio a molte altre vittime di raccontare quel trauma che avevano subito scegliendo di tenerlo per sé. Ed è un fiume in piena che getta un fascio di luce sinistra sulla disumanità ai tempi della pandemia. “A mia madre novantenne hanno tolto una collana d’oro e persino le pantofole!”, grida con rabbia e incredulità Lietta, a cui segue Mara: “A mia nonna la fede. Purtroppo ci sono persone disumane, fregano anche i diavoli”.
Gli sciacalli del Covid: il furto al Caldarelli
Tra le testimonianze pubblicate sulle pagine Facebook ‘la Repubblica – Roma’ e ‘la – Repubblica’, c’è anche quella di Giulia, che ha vissuto l’esperienza in prima persona: “Anche io quando mi sono risvegliata dalla terapia intensiva ero più leggera…via catenina d’oro e bracciali”.

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Reagire dopo un lutto diventa complicato e difficilmente la refurtiva torna indietro. Giovanna infatti dice di “aver sporto regolare denuncia, ma figuratevi se riavremo mai qualcosa”. Si riferisce a ciò che è accaduto al padre: “È scomparso per il virus al Cardarelli l’11 novembre scorso e sono spariti fede, orologi e indumenti”.
Gli sciacalli del Covid: la ferita al dito, per la fede della mamma
Struggente il ricordo di Milena, che racconta di un taglio ritrovato sulla falange del padre: “È successo lo stesso con il mio povero papà: gli hanno ferito persino il dito per portare via la fede sua e quella della mia mamma che era morta solo un mese prima, sempre nello stesso ospedale! Glieli hanno sfilati ancora vivo ma sofferente”.

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Gli sciacalli del Covid – a quanto pare – sono ovunque, non solo a Roma. “A me a Viterbo è successa la stessa cosa”. “Non ho più riavuto l’orologio d’oro che la mamma portava sempre, anche quando è stata ricoverata. Purtroppo – lamenta Daniela, scossa dall’evento accaduto un mese fa all’Ospedale Civile di Pordenone – non ho più potuto vedere la mamma e nemmeno l’orologio! Questa è una macchia che non dimenticherò mai, solo per il valore affettivo che aveva quell’oggetto”.

Gli sciacalli del Covid: le procedure di smaltimento e gli insulti

Da Teramo, Giuliana scrive: “A mia suocera ,in punto di morte, hanno rubato la catenina d’oro. Che vergogna”. Nel dibattito social intervengono anche diverse infermiere, che condannano i furti ma consigliano sempre “di non portare cose di valore quando si viene ricoverati”.
Tra loro c’è Gabriella, che prova spiegare, la cosa in altro modo, con le procedure che si utilizzano in queste situazioni: “Occorre sapere che i vestiti e gli oggetti di un paziente Covid sono infetti. Per questo i vestiti non si possono restituire ma vanno smaltiti tra i rifiuti speciali. È tristissimo ma è così. Per quanto riguarda gli oggetti personali come anelli, collane, occhiali, dentiere e cellulari si fa una cosa che si chiama spoglio valori in presenza di una guardia giurata. Si mettono poi in una cassaforte per essere ritirati da una persona della famiglia”. Al commento di Gabriella sono seguite tante risposte, alcune ricche di insulti, perché la gente è sfinita. Vede dolore aggiungersi ad altro dolore. E chiede più sorveglianza da parte degli operatori sanitari e da chi dovrebbe garantire sicurezza nelle strutture ospedaliere.



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