Rossi e la paternità: “Volevamo tenere segreta la notizia. Ora non possiamo più nasconderla”

Pubblicità
Pubblicità

TAVULLIA – “Volevo scusarmi con te e i lettori del Venerdì di Repubblica: perché quando mi hai chiesto se c’era qualche novità tra me e la mia fidanzata, sapevo che ti riferivi alla bambina che Francesca sta aspettando” scherza Valentino Rossi. “Non ti ho risposto, ho girato intorno alla domanda. Il fatto è che volevamo tenere la notizia segreta fino alla gara di Misano, tra un mese. Scaramanzia, prudenza: chiamala come vuoi. Però a questo punto, non possiamo più nasconderlo”. Il Doc diventa papà, lo ha annunciato sui social: “Dopo un’attenta visita possiamo comunicarvi che la Franci è incinta! Aspettiamo una bambina”. Con foto esemplari: Valentino in camice bianco e stetoscopio che “controlla” il pancino di una sorridente Francesca Sofia Novello. La piccola dovrebbe nascere a febbraio: il suo arrivo non c’entra nulla col ritiro del pilota a fine stagione, annunciato all’inizio del mese. Qualche giorno fa Valentino ha accettato di raccontarsi al Venerdì di Repubblica, che gli ha dedicato la copertina dopodomani in edicola e sulle piattaforme digitali insieme a un commento di Gabriele Romagnoli. Una lunga chiacchierata alla vigilia del secondo Gp di Austria, la sua gara migliore dell’anno (per ora). “L’intervista mi ha portato due volte fortuna”, se la ride.

Rossi si ritira perché non vince più, non perché sta per diventare padre

“Ho corso una vita”, confessa al Venerdì: 26 stagioni a tutto gas da quella prima volta in Malesia, marzo 1996. Era un adolescente. “Dài, divertiamoci”. Chi l’avrebbe detto? Nove titoli mondiali e 115 gare vinte, 235 podi. Lo sportivo italiano più conosciuto e amato nel mondo. The Doctor, il Dottore. Storia solare di “un ragazzo normale, che cerca sempre di vedere il lato buono”. Fatta anche di momenti bui: “Ho vissuto, non mi sono nascosto”. Scommesse vinte e perdute, qualche rimpianto: “Potevo guidare la Ferrari in Formula Uno, ma avrei dovuto avere pazienza”. Amici che non ci sono più: “Dopo Simoncelli, niente è stato come prima”. Ha fatto innamorare di questo sport milioni di persone che non sapevano neppure cosa fosse, una moto. Quarantadue anni e mezzo. “Non sono più solo un pilota, ma anche un uomo”. Un padre, tra qualche mese. Ha corso una vita: ora è tempo di fermarsi e respirare a fondo. Rallentare. Una nuova vita comincia: “Sono così curioso. E anch’io ho un po’ di paura”. Alcuni estratti del video dell’intervista saranno disponibili già domani sul nostro sito, insieme al reportage girato a Tavullia tra gli amici e i fan da Edoardo Bianchi per Repubblica Tv.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source