Rubiales ci ripensa: “Non mi dimetto. A Hermoso un bacio come darei a mia figlia, era consensuale”

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Sarebbe dovuto essere il giorno delle dimissioni di Luis Rubiales, annunciate ufficiosamente giovedì. Ma il presidente della Federcalcio spagnola, dopo il bacio strappato alla calciatrice Hermoso durante la premiazione del Mondiale di calcio, non intende arrendersi nonostante la pressione dell’opinione pubblica e del governo Sanchez. “Non mi dimetto. Non mi dimetto. Non mi dimetto. Ho ricevuto molte pressioni. Magari – ha spiegato – lunedì troveranno la formula per cacciarmi. Intendo difendermi e lottare fino alla fine. Spero che si segua la legge e siccome non c’è niente non mi aspetto niente di male”.

Rubiales ha poi fornito la sua versione dei fatti sull’episodio che ha fatto il giro del mondo: “Il desiderio che potevo avere nel baciare era lo stesso che potevo avere nel dare un bacio a mia figlia, non c’era posizione di dominio. Anche se ora si sta vendendo un’altra cosa. Le ministre Montero e Belarra hanno parlato di violenza sessuale. Vorrei sapere cosa pensano sul serio delle donne vittime di violenza. Ora intendo portare il caso in Tribunale”.

Hermoso, nelle scorse ore, aveva trovato la forza per chiedere le dimissioni di Rubiales. “Ma lei per prima è venuta vicina a me – ha provato ha difendersi il numero uno del calcio spagnolo -, le ho detto di dimenticarsi del rigore sbagliato e ci siamo abbracciati. Quindi le ho chiesto un bacetto e lei mi ha detto che andava bene”.

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