Ruby ter, geometra Berlusconi: “Rigato voleva casa e si infuriò. Ho aiutato ragazze ma anche parlamentari”

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“Avevo trovato un appartamento a Rigato, che lo chiedeva urgentemente, in 3 giorni, ma era necessario qualche giorno ancora per fare delle verifiche catastali e lei allora in un incontro ad Arcore ebbe una reazione scomposta e arrabbiata, fece un gesto con una mano per far capire che le dovevano essere versati dei soldi, penso 500mila euro, e Berlusconi rimase sbigottito”. Lo ha raccontato, testimoniando nel processo milanese sul caso Ruby ter, il geometra Roberto Trombini, “project manager” che, come ha spiegato il professionista, si occupa “delle proprietà immobiliari di Berlusconi, che conosco da 32 anni”.

Il geometra, convocato dal legale Federico Cecconi, difensore di Silvio Berlusconi, ha parlato, tra le altre cose, di un’attività di ricerca di un appartamento a Milano2 per Giovanna Rigato nel settembre 2016, una delle ex ospiti delle serate a Villa San Martino e imputata anche a Monza per tentata estorsione nei confronti del Cavaliere, perché avrebbe provato ad estorcergli circa un milione di euro.

Il teste ha spiegato che Berlusconi gli avrebbe chiesto spesso di aiutare, “prestando la mia professionalità”, per cercare appartamenti o dare aiuti “tecnici” in relazione a proprietà immobiliari, molte persone, tra cui “personaggi dello spettacolo”, anche “un parlamentare e un ex parlamentare”, oltre ad alcune delle giovani poi finite imputate nel Ruby ter per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. “Al presidente, con tutte le conoscenze che ha – ha aggiunto – chiedono sempre 50mila cose e lui ci tiene e quindi cerca di dare a tutti un aiuto, lo faceva attraverso la mia professionalità e piccoli contributi”.

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