Russia, Navalnyj: “Interrompo lo sciopero della fame”

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MOSCAAlexei Navalnyj fa sapere di aver deciso di mettere fine allo sciopero della fame annunciato il 31 marzo per chiedere cure adeguate per i forti dolori alla schiena e alle gambe. Lo riporta la testata online Meduza citando il profilo Instagram del dissidente.

“Oggi abbiamo ricevuto l’informazione dagli avvocati di Alexei Navalnyj che, grazie all’enorme sostegno del mondo e dell’opinione pubblica, il nostro paziente è stato portato in un ospedale civile di Vladimir, il 20 aprile, e che sono state fatte delle analisi e ha avuto accesso a qualcosa di simile a una valutazione indipendente”. Lo dicono i medici di Navalny in una lettera pubblicata da Mediazona.

Il materiale è stato passato ai medici dell’oppositore, che presto daranno la loro diagnosi. Alla luce di quanto verificato, i medici avevano chiesto a Navalnyj “d’interrompere lo sciopero della fame, altrimenti non ci sarà più un paziente da curare”.

Russia, “Navalnyj sta morendo”. Dopo l’allarme interviene Biden

Su Intagram il dissidente ha ribadito la sua volontà di essere visitato da medici di sua scelta, data la gravità dei sintomi e della sua situazione di salute. Ci vorranno 24 ore, scrive, per terminare gradualmente lo sciopero della fame.

Tre giorni fa un team di medici, tra cui quello personale dell’oppositore, si era visto negare l’accesso al carcere dove è in cura presso un ospedale della prigione. Il servizio carcerario russo, che ha ripetutamente impedito ai medici di Navalnyj di visitarlo, lunedì lo ha spostato dalla sua colonia penale nella regione di Vladimir, circa 100 chilometri a est di Mosca, a una struttura medica in un’altra colonia nella stessa regione.

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Navalny ha annunciato lo sciopero della fame il 31 marzo: “Ho dichiarato questo sciopero della fame con la richiesta di far sì che sia rispettata la legge e che io possa essere visitato da un medico. Sei giorni fa l’allarme: “Alexei Navalnyj sta morendo. Nelle sue condizioni, è una questione di giorni”, ha scritto su Twitter Kira Yarmish, portavoce dell’oppositore di Vladimir Putin. “Il nostro paziente può morire in qualsiasi momento”, a seguire il cardiologo Yaroslav Ashikhmin su Facebook, indicando gli alti livelli di potassio del politico dell’opposizione.

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