Sabato manifestazioni anti-green pass in tutta Italia. I gestori delle discoteche ricorrono al Tar contro il Dpcm

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Manifestazioni in contemporanea in molte città italiane sono state convocate attraverso Facebook e alcuni canali Telegram da gruppi che si dichiarano contro “il passaporto schiavitù e l’obbligo vaccinale”. L’appuntamento è per domani alle 17:30.  I promotori, che affermano di essere inseriti in una mobilitazione mondiale chiamata in contemporanea, la “World Wide Demonstration”, annunciano iniziative in una cinquantina di località, da Roma ad Aosta, da Ragusa a Trieste. Le manifestazioni in Italia sono dirette “contro il passaporto schiavitù (così viene definito il Green Pass – ndr), gli obblighi vaccinali, la truffa Covid, la dittatura”.

Covid, ok del Cdm al nuovo decreto: “Dal 6 agosto green pass per ristoranti, cinema e palestre”

Anche Giorgia Meloni usa Facebook per scagliarsi contro la campagna vaccinale e contro le parole di Draghi: “La cosa più inquietante della conferenza stampa di Draghi, sono le parole di terrore che ha scelto nel rivolgersi agli italiani. I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green Pass è diventato il nuovo ‘mantra’ da imporre. Il resto non conta”, scrive l’esponente di Fdi sul social network. “Se a settembre i contagi saranno aumentati nonostante un obbligo vaccinale di fatto, ma per il trasporto pubblico e la scuola non sarà ancora stato fatto nulla, con chi se la dovranno prendere gli italiani, e in particolare gli imprenditori e i lavoratori che avranno pagato per queste misure inefficaci? E’ un anno e mezzo che a pagare sono sempre gli stessi: bar, ristoranti, discoteche, il settore dello sport, della cultura e dello spettacolo. Mentre a beneficiarne sono sempre i soliti noti. Sottolineare l’incapacità nella gestione della pandemia non significa essere ‘no vax’ o andare contro la campagna vaccinale, che ritengo sia fondamentale se fatta con trasparenza e serietà, ma non è accettabile che l’obbligatorietà del foglio verde, di fatto, costringa subdolamente i cittadini a vaccinarsi, pena l’esclusione dalla vita sociale. Questa non è libertà”, conclude.

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E tra quelli che stanno ‘pagando’ di più in termini economici sono i gestori delle discoteche, che restano chiuse. Tanto che alcuni di loro hanno deciso di ricorrere contro la scelta del Consiglio dei ministri, impugnando il nuovo decreto davanti ai propri Tar competenti territorialmente. A riferirlo è l’Associazione Giustitalia, che spiega: “attraverso più ricorsi ai tribunali amministrativi presentati dagli esercenti, i gestori chiedono l’annullamento del nuovo decreto nella parte in cui impone il mantenimento della chiusura dei locali”.

Qr code in tasca nei bar e cinema, non sul treno

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