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Salto ostacoli, lo scherzo del lottatore di sumo che fa spaventare i cavalli

È stato un perfido scherzo quello che Santiago Varela ha giocato ai cavalieri e alle amazzoni di Tokyo per le qualificazioni e la finale del salto ostacoli. Il designer spagnolo del campo di gara ha ispirato i suoi ostacoli alla cultura giapponese, con un tripudio di forme e colori, ma quello che ha messo in difficoltà i binomi è stato il “maledetto” (da quasi tutti gli atleti) lottatore di sumo. Un dritto non particolarmente alto, ma che presentava al lato dell’ostacolo un enorme statua di un wrestler – un predatore in agguato visto con la psicologia equina – capace di mandare in panico qualsiasi cavallo. E puntualmente, durante le qualificazioni, molti hanno subito questa pressione. Così, per la finale, Varela – che nella vita normale è il Ceo della multinazionale Isolux – si deve essere messo una mano sulla coscienza e ha girato l’ostacolo dall’altra parte in modo che non facesse più paura a nessuno. L’oro poi nell’individuale del salto è andato al britannico Ben Maher.

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Ma il design della pista non è solo spagnolo, c’è anche un tocco di Italia all’Equestrian Park di Tokyo 2020. Lo chef de piste Elio Travagliati, marchigiano come il ct Roberto Mancini, dopo aver disegnato il prestigioso campo gara della Longines EEF Series Final 2021 a Varsavia (dove ha portato fortuna, visto che l’Italia ha trionfato) è entrato infatti a far parte del team dei Course Designer dei Giochi Olimpici. Che sia stato proprio lui l’ideatore dello scherzetto del sumo? (f.b.)



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