Salvini alla cena di Natale con i deputati leghisti: tra amatriciana e tiramisù pensando al Colle

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Dopo l’assemblea tutti a cena. Matteo Salvini, lasciando la Camera, ieri sera, intorno alle 20.30, dopo aver fatto il punto con i suoi eletti, ha dato appuntamento a tutti in un ristorante a due passi da piazza Navona. I leghisti si sono accomodati, in tavoli da sei e da quattro nelle due sale messe a disposizione per i deputati e il loro leader. Nel menu parmigiana di melanzane, amatriciana, arrosto con purè. E per concludere tiramisù come dessert.

Poco dopo le 21 parte il primo brindisi della serata, con il segretario che alza il calice di cabernet, mandando “un forte abbraccio natalizio alla nostra grande comunità”. La novantina di leghisti in sala applaudono e bevono.

Nei tavoli più vicini a Salvini siede anche Giancarlo Giorgetti, con un maglioncino verde, vicino al ministro per lo sviluppo economico, Nicola Molteni, sottosegretario al Viminale. Presente anche l’altro ministro-deputato della Lega, Massimo Garavaglia. Poco in là il fedelissimo di Salvini, il viceministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Alessandro Morelli.

La serata fila via liscia con toni festa e senza polemiche interne. Risuonano ancora le parole di Salvini alla Camera, con l’invito alla compattezza: “Vi chiedo – avrebbe detto il leader ai suoi – di mettere da parte le posizioni personali, di non agitare le acque con posizioni individuali e di far prevalere la compattezza”. Parole che Salvini ha declinato anche in chiave Colle, sebbene oggi dichiari che la priorità per lui è “la legge di bilancio, è di quello che mi sto occupando”, lasciando ad altri leader, come il segretario dem Letta “il divertimento di parlare di Quirinale”. Sulla manovra infatti ribadisce: “Per la prima volta c’è un taglio delle tasse importante per tutti i lavoratori, pensionati e partite Iva comprese. Lo sciopero della Cgil è assurdo. Chiediamo al governo uno sforzo uno più per il taglio delle bollette e per il contrasto alla concorrenza sleale delle multinazionali straniere”.

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Tuttavia ieri sera Salvini avrebbe rinnovato ai suoi l’appello all’unità: “Dobbiamo essere uniti, serve compattezza, per eleggere un presidente che non ci remi contro”. Aggiungendo un sibillino “ho incontrato anche 3 o 4 persone”, che per qualcuno è un riferimento a una prima rosa di nomi ‘candidabilì dalla Lega, per altri, invece, l’avvio di trattative con altri leader, come ad esempio Matteo Renzi, in vista del voto per la successione a Mattarella.

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