122247540 4e1cbb49 9aba 4240 a4a4 4314e95c78e5

Salvini: “Gruppo unico delle destre europee per essere primo partito a Bruxelles”

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

122247540 4e1cbb49 9aba 4240 a4a4 4314e95c78e5

Unire i tre gruppi sovranisti europei per contare di più a Bruxelles. Matteo Salvini lancia dal Portgallo il suo progetto di assalto al fronte popolare e socialista che governa l’Europa. Il leader della Lega partecipa a Cascais “A project for another Europe,  manifestazione di Identità e democrazia, l’eurogruppo formato dalla Lega con Marina Le Pen e Alternative für Deutschland. Dialoga in videoconferenza con il presidente del partito di ultra destra belga, Vlaams Belang, Gerolf Annemans e con il conservatore estone Martin Helme. Nel pomeriggio parteciperà a Coimbra al  congresso di Chega’ (‘Bastà, in italiano) e incontrerà Andrè Venuta, astro nascente della destra lusitana.

La sfida di Meloni a Salvini: un giro d’Europa per pesare tra i sovranisti

“Questo è il momento in cui dobbiamo lavorare per mettere insieme il meglio dei tre gruppi alternativi alle sinistre, per essere determinanti e per diventare i primo gruppo all’interno del Parlamento europeo”, ha detto Salvini nel suo intervento. “I numeri ci dicono che, se volessimo e se ciascuno rinunciasse a una bandierina nel nome della crescita comune, già da domani potremmo essere il secondo eurogruppo a Bruxelles”, ha spiegato il leader leghista.

Secondo Salvini “l’Europa non è l’Unione europea, non è l’euro. È milioni di cittadini europei”. Sa benissimo che la compagnia non è annoverabile fra i moderati e contrasta con il progetto di Giancarlo Giorgetti di un approdo leghista nel campo del Partito popolare europea. E allora si affretta a mettere le mani avanti. “I media –  ha detto – ci tratteranno come un incontro di estremisti. Ma noi qui stiamo seminando: possiamo essere il primo partito con “almeno 130 parlamentari. E penso che sia importante”, ha ribadito.

Il leader leghista ha detto che “Id non si tocca. Ma se due o tre gruppi si mettono insieme nei prossimi 3 anni di legislatura possiamo essere determinanti. Ho proposto un altro incontro a giugno invitando anche le delegazioni austriache e francesi, spero non ci saranno gelosie invidie o voglie di chiusure. Non dobbiamo difendere l’orticello dei 70 deputati di Id, ma dobbiamo osare. Abbiamo la grande possibilità e il dovere di mettere insieme le nostre famiglie”.

Il fine, ha concluso,  “è creare davvero un’Europa fondata sul lavoro, sui diritti, sulla famiglia e sulla partecipazione. È creare un gruppo, forte è unito, che metta insieme le forze migliori dei tre attuali gruppi di “centrodestra”, alternativi alla sinistra (anche estrema) che fino ad oggi ha dettato legge al Parlamento europeo”. In Europa, aggiunge il leader della Lega, “c’è il tema dell’immigrazione, della famiglia. Su alcuni temi a Bruxelles serve qualcuno che dica no all’utero in affitto e alle adozioni per i gay. Sul tema del commercio serve rilanciare il Made in Europe. Spero che anche nel Ppe ci sia chi non si rassegna a essere subalterni alla sinistra”.



Go to Source