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Sampdoria-Fiorentina 2-1, Quagliarella entra dalla panchina e decide

La Republica News
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GENOVA –  Il calcio è fatto anche di piccoli dettagli: una testa che si abbassa in maniera improvvida, un pallone deviato che cambia direzione quanto basta per ingannare un portiere. La Fiorentina sembra aver trovato la quadratura, a Marassi fa vedere di essere viva, avere idee chiare e qualità. Ma i tre punti se li porta via Claudio Ranieri, che a Firenze è legato da antica passione, e che in largo anticipo rispetto alla tabella di marcia si tira fuori dalla lotta salvezza dando invece respiro alle ambizioni di ottavo posto della sua Sampdoria. Il 2-1 del Ferraris è bugiardo, perché i viola avrebbero meritato almeno il pareggio, ma la differenza la fanno i cambi: dalla panchina blucerchiata si alzano Candreva e Quagliarella, che non sono due ragazzini ma per mezz’ora possono ancora dire la loro, mentre Prandelli non ha il coraggio di cambiare uno spartito che pare funzionare e finisce per pagare dazio.

<<La cronaca della gara>>

Partita bloccata

Tanta prudenza nelle scelte di Ranieri, forse anche troppa: Keita è isolato lì davanti, perché l’appoggio di Ramirez è discontinuo. L’uruguaiano si abbassa spesso per cercare di dare una mano a un centrocampo che, complice la pressione dei viola sul primo possesso doriano, fatica a cucire gioco. Quando la Samp va con la palla lunga si limita a riconsegnarla agli avversari, ma il compitino dei ragazzi di Prandelli si ferma alla riconquista senza trovare lo spunto per far male a una difesa, quella blucerchiata, che magari non brilla nell’uscita del pallone ma nella prima mezz’ora non concede spazi.

Vlahovic, croce e delizia

I padroni di casa hanno il merito di sfruttare l’unica palla buona: angolo di Ramirez da destra, Vlahovic è sul primo palo e potrebbe liberare ma si abbassa, forse ingannato dalla voce di Dragowski. Keita ne approfitta e anticipa tutti di testa, portiere e difensori, segnando la quinta rete in campionato. Il centravanti si riscatta qualche minuto più tardi: è l’unico a dare credito ad Audero, sontuoso nel respingere una punizione di Pulgar, e di conseguenza il più rapido nel tap-in aereo. Il portiere del Doria si rialza da terra e cerca il secondo miracolo ma la goal-line technology gli dà torto, all’intervallo è 1-1.

Quagliarella punisce

La Fiorentina gioca meglio ma non sfonda, Ranieri prova a invertire le corsie di Damsgaard (che va a sinistra) e Jankto nel tentativo di trovare una fluidità che non arriva. Audero trema due volte nel giro di pochi secondi: prima ringrazia il palo su colpo di testa di Martinez Quarta, poi il difetto di mira di Bonaventura, che calcia malamente al volo su un invito di Venuti che avrebbe meritato miglior sorte. La Samp si accende soltanto quando Keita può puntare palla al piede i difensori: capita quando salta secco Pezzella e cerca la botta potente sul primo palo, ma è solo esterno della rete. Ranieri capisce che deve cambiare qualcosa e l’intuizione è degna di nota, non tanto per i nomi di chi entra (Quagliarella e Candreva) quanto per la soluzione adottata: escono Jankto e Damsgaard. Ci si aspetta un 4-3-1-2 base, ma Candreva invece di fare la mezz’ala rimane larghissimo, creando un’asimmetria che si rivela vincente. Sul lato appena sovraccaricato, Quagliarella serve l’ex Inter e Lazio ed entra in area in attesa di essere servito: calcia di prima col mancino, ringrazia la deviazione di Pezzella e il riflesso lento di Dragowski e vola a festeggiare.

Milenkovic grazia la Samp

Prandelli rimane tramortito dal gol inatteso e tarda a reagire. Lo fa soltanto a sette minuti (più recupero) dalla fine, rinunciando a un difensore come Pezzella per inserire Callejon e inserendo Malcuit per Venuti. La Fiorentina, nella rinnovata veste tattica, crea almeno due occasioni nitide per il pareggio. La prima la cancella Colley, che si materializza sulla linea di porta vanificando quella che è la migliore azione del match: Malcuit in sovrapposizione riceve a destra e scarica dal fondo verso Biraghi, che anche con il piede meno forte, il destro, riesce a trovare l’angolo giusto. La seconda, ancora più clamorosa, la spreca Milenkovic: con i viola in totale proiezione offensiva e gli schemi totalmente saltati, Biraghi crossa alla perfezione per il difensore, che è l’uomo in più, la variante inattesa alla quale i centrali blucerchiati non erano preparati. Il serbo può colpire di testa prendendo la mira, ma il pallone esce. I dettagli, anche quelli incontrollabili, hanno premiato la Sampdoria.

SAMPDORIA-FIORENTINA 2-1 (1-1)
Sampdoria (4-4-1-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello; Damsgaard (19′ st Candreva), Thorsby, Adrien Silva (30′ st Ekdal), Jankto (19′ st Quagliarella); Ramirez; Keita (44′ st Leris). All.: Ranieri

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella (38′ st Callejon), Martinez Quarta; Venuti (38′ st Malcuit), Bonaventura, Pulgar, Castrovilli, Biraghi; Kouamé, Vlahovic. All.: Prandelli
Arbitro: Maresca
Reti: 31′ pt Keita, 37′ pt Vlahovic, 26′ st Quagliarella
Ammoniti: Damsgaard, Venuti, Pulgar, Bonaventura
Recupero: 2′ e 5′


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