Sampdoria sconfitta, ma a Roma buona la prestazione dei blucerchiati

La Republica News

Ancora un due a uno al passivo per la Sampdoria, ma rispetto all’Inter questa è una sconfitta profondamente diversa, piena di rammarichi per i blucerchiati, incapaci di capitalizzare meglio un ottimo primo tempo, concluso in vantaggio per uno a zero con la rete (la settima in campionato) di Gabbiadini, di durare fisicamente più di un’ora, di essersi abbassata troppo nella parte finale della gara e soprattutto di aver subito due reti (entrambe dell’implacabile Dzeko) in fotocopia, lanci lunghi a scavalcare la difesa, Tonelli e Yoshida che si perdono il bosniaco sul pareggio e ancora il giapponese, con la complicità di Audero che avrebbe potuto uscire, che si fa beffare sul definitivo due a uno a cinque minuti dalla fine.Se fosse uscita dall’Olimpico vuoto con un punto la squadra di Ranieri non avrebbe rubato nulla. Sarebbe stato legittimato da una prima parte in cui ha sorpreso la Roma, colpendo a freddo con Gabbiadini all’11’, abile a sfruttare un errato passaggio all’indietro di Diawara, a scartare Mirante e ad infilare di sinistro da posizione defilata (primo centro della Sampdoria in campionato nel primo quarto d’ora della gara), prendendo un palo con Jankto e sbagliando un paio di ghiotte opportunità. Non che la Roma sia stata a guardare, ha creato nel primo tempo pure la squadra di Fonseca, ma si è trovata di fronte un ottimo Audero, protagonista in almeno tre occasioni, di cui due in avvio, quando ancora il punteggio era sullo zero a zero. Proprio Audero può essere preso a simbolo dei rimpianti blucerchiati: perché era stato finalmente perfetto, all’altezza della passata stagione, sino a quando a cinque minuti dalla fine non ha saputo leggere la traiettoria del lancio romanista di Cristante, rimanendo ancorato sulla linea di porta e permettendo così a Dzeko di regalare il successo ai padroni di casa.Le recriminazioni per il pareggio mancato naturalmente si ripercuotono sulla classifica. All’intervallo, con il vantaggio di uno a zero, la Sampdoria cullava il sogno di essere a confortevole distanza dalla zona rossa, con quattro punti di vantaggio su Genoa e Lecce. Al fischio finale, senza aver mosso la graduatoria, si ritrova sempre ai margini della quota pericolo, una sola lunghezza di margine e un trittico alle porte, Bologna, Lecce e Spal, da non sbagliare assolutamente.Ranieri, rispetto alle scelte con annesse perplessità della sfida contro l’Inter, questa volta pareva aver preparato benissimo la partita. La decisione era ricaduta su un 4-5-1, molto coperto, ma anche in grado, con un pressing alto, di creare non poche apprensioni all’avversario, in particolar modo nella fase iniziale del disimpegno. Il gol realizzato da Gabbiadini era figlio di questo atteggiamento, ma anche il palo di Jankto (decisiva la deviazione di Mirante), giocatore poi ammonito e costretto pertanto a saltare per squalifica la sfida di domenica contro il Bologna. Nel primo tempo il pressing continuo ha irretito la Roma, purtroppo dopo un quarto d’ora della ripresa sono cominciate a mancare le gambe e i giallorossi hanno fatalmente preso  campo. Il pareggio di Dzeko è parso inevitabile sentenza al 19’ della ripresa, ma, incassata la sfuriata dei padroni di casa, ringalluzziti dall’uno a uno, il peggio sembrava passato, tanto è vero che nell’ultimo quarto d’ora gli uomini di Ranieri aveva persino provato a cercare di tornare sopra nel punteggio. La rete decisiva è arrivata in un momento di stasi. E questo non fa che moltiplicare la delusione. Ha ragione Ranieri, arrabbiato dopo la partita: “Abbiamo giocato bene, molto meglio che con l’Inter. Ma bisogna essere più determinati. E più cattivi vicino alla porta avversaria”.


Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi