Sampdoria-Venezia 1-1, una magia di Henry risponde a Gabbiadini

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GENOVA – Si è scherzato a lungo sulla sua scelta di mettere sulle spalle il numero 14, a voler creare un corto circuito mentale: 14 T.Henry, qualcosa di già visto. Stavolta il buon Thomas, che forse non avrà il talento del quasi omonimo Thierry ma di sicuro sta dimostrando di essere in grado di giocare in Serie A, ha voluto emulare l’ex stella dell’Arsenal con un gol che sembra uscito dal bagaglio tecnico del più famoso Titi: con un meraviglioso destro a giro ha ripreso una Sampdoria che era in vantaggio dal 40esimo secondo del match o giù di lì, questione di centesimi. Troppi errori sotto porta per la squadra di D’Aversa, che non ha chiuso la partita quando avrebbe potuto e ha finito per pagare dazio al cospetto di un Venezia che ha avuto il pregio di saper cambiare pelle nel momento in cui la sfida lo ha richiesto.

<<La cronaca della gara>>

Subito Gabbiadini

Neanche il tempo delle annotazioni di inizio gara che la Sampdoria è avanti. Augello per Caputo che apre il piattone e pesca Gabbiadini sfruttando anche uno scivolone di Caldara, l’attaccante sembra arrivare male sul pallone ma riesce comunque a sparare sotto la traversa. Il Venezia non si scompone più di tanto, con il suo attacco mobile – Johnsen è centravanti solo sulla carta, con Aramu e Kiyine lo scambio è costante – prova a creare disordine nella difesa doriana, riuscendoci soprattutto quando Tessmann riesce a trovare i tempi giusti per l’inserimento. Il ritmo è alto ma le occasioni latitano, il centrocampo blucerchiato mette spesso in difficoltà l’uscita bassa del Venezia con una pressione ben portata e D’Aversa può sfruttare un esterno anomalo come Thorsby, che sa andare a dare fastidio anche in mezzo lasciando la corsia per le discese di Augello. Candreva che scalda i guanti di Romero è l’ultimo atto di un bel primo tempo.

Il Venezia non molla

L’avvio di ripresa sa di presagio nefasto per il Venezia, che trema subito su un colpo di testa di Thorsby di poco a lato e non riesce a trovare il pari con Aramu e Kiyine. Proprio l’ex Salernitana è uno dei più ispirati nella ripresa: Zanetti capisce che c’è margine per provare a riprendere il match e rinforza l’attacco con l’ingresso di Henry per Tessmann. La chance più grande per la Samp capita ancora una volta a Thorsby: sinistro del neoentrato Verre – fuori Gabbiadini per un fastidio al ginocchio, ed è un cambio che pesa nell’economia del match – respinto in tuffo da Romero, tap-in inguardabile del centrocampista. I doriani non chiudono i conti neanche con Candreva e allora il Venezia non si fa sfuggire l’occasione. Silva pasticcia in fase di rinvio, il rimpallo con Vacca premia Henry che porta palla fino ai 20 metri: fantastico destro a giro a spolverare l’incrocio, Audero non può nulla. Ci sono ancora 8 minuti da giocare, recupero incluso: Venezia e Samp li affrontano a testa altissima, con gli ospiti a un passo dal bis dopo l’ennesima discesa di Kiyine sulla sinistra (alto il destro di Henry), ma anche con i ragazzi di D’Aversa che maledicono la testa di Caldara, decisiva per dire di no a una sassata di Candreva. Pareggio giusto, in fin dei conti, che muove la classifica di entrambe.

SAMPDORIA-VENEZIA 1-1 (1-0)
Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski (16′ st Dragusin), Yoshida, Colley, Augello; Candreva, Ekdal (41′ st Askildsen), Silva, Thorsby; Gabbiadini (16′ st Verre), Caputo (30′ st Quagliarella). All.: D’Aversa
Venezia (4-3-3): Romero; Mazzocchi, Caldara, Ceccaroni, Ebuehi; Busio (24′ st Crnigoj), Ampadu (13′ st Vacca), Tessmann (13′ st Henry); Aramu (33′ st Forte), Johnsen (24′ st Sigurdsson), Kiyine. All.: Zanetti
Arbitro: Abisso
Reti: 1′ pt Gabbiadini, 42′ st Henry
Ammoniti: Audero, Silva, Forte
Recupero: 0 e 5′

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