Sanremo 2022, Achille Lauro: “Porto la ‘Domenica’ al Festival, come fosse il mio urlo di Munch”

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“Sul palco dell’Ariston sarò divisivo, come al solito. Perché se fosse un quadro, la mia musica sarebbe sicuramente L’Urlo di Munch“. In partenza per il Festival di Sanremo, dove sarà in gara con il brano Domenica che interpreterà con l’Harlem Gospel Choir, Achille Lauro non smentisce la sua attitudine artistica. “Non porto un brano tranquillo, non punto a vincere, sarà una scossa rock aperta come al solito a molteplici letture”.

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Lauro, che l’11 febbraio pubblicherà il brano sanremese nella riedizione del suo disco Lauro – Achille Idol Superstar, non è preoccupato delle critiche di quanti hanno rivisto nel brano il sapore di Rolls Royce, la canzone che portò nel 2019 portò al Festival per la prima di quattro partecipazioni di fila a Sanremo: “Anche Me ne frego, l’anno dopo, era stata molto criticata, eppure si è dimostrata forse una delle cose più dirompenti nella musica italiana di questi ultimi anni. Anche quella concepita come un’operazione divisiva, perché andiamo a Sanremo per portare sempre qualcosa di diverso, ciò che gli altri non fanno. Per me Sanremo vale come un live, o come un programma tv di quattro minuti, uno spettacolo tutto mio, a 360 gradi”.

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Parlando in un incontro Zoom, lo stesso strumento che ha utilizzato per un primo incontro con i cantanti del coro gospel di Harlem, Lauro spiega che “Domenica, la canzone di quest’anno, mantiene un sound estremamente popolare, ripesca anche in ciò che si è perso della canzone italiana, penso a Rino Gaetano. È una canzone del popolo che racconta il giorno perfetto, quello che nella settimana scegliamo per essere liberi, quello in cui si fa l’amore, un brano in cui c’è una forte contrapposizione fra musica e testo, e  chi farà attenzione alle parole credo si chiederà come abbiano fatto a prendere il brano in gara. L’Harlem Gospel Choir avrà una sua parte precisa, non sarà un semplice coro, avrà una parte fondamentale nel brano: per il covid non ho potuto integrarli come volevo, ma lo faremo sicuramente in futuro. Il brano si presta, suggerisce il coro con il suo mood spensierato, da festa corale, e allora chi meglio di un coro gospel da Harlem? Ho potuto provare con loro in alcune zoom session ed è stato molto bello, anche viverlo a distanza è stato emozionante: sono persone incredibili che vivono di canto e spiritualità”.

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A Sanremo ci sarà anche il rock dei Måneskin che tornano da ospiti dopo la vittoria dello scorso anno, ma Lauro non avverte alcuna competizione: “Non vivo la competizione, vado a fare Sanremo come fosse il mio spazio, il mio programma di 4 minuti, se avessi voluto essere competitivo, puntare a vincere, avrei potuto portare un altro brano, come 16 marzo, essere meno divisivo. La mia partecipazione quest’anno, il quarto di fila all’Ariston, chiude un cerchio, un percorso, iniziato portando un brano rock al festival: con Rolls Royce siamo entrati con un pezzo punk rivoluzionario, una proposta diversa da tutti che ora è diventata una tendenza di molti. Io resto dunque nel mio, perché c’è un forte connessione tra Rolls Royce e Domenica, direi anzi che c’è un’evoluzione anche se con uno sguardo alla tradizione cisto che cito la Rollin’ stone di Muddy Waters scelta poi per il nome dagli Stones, e indirettamente anche Like a rolling stone di Bob Dylan”.

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Nella serata dei duetti con Sei bellissima Lauro vuole offrire un omaggio alle donne, “protagoniste di una canzone che il ritornello più conosciuto e pop della musica italiana e le strofe struggenti e quasi teatrali che raccontano amore sofferto, che svilisce la donna. Non è scelto a caso, è una canzone profonda, emozionale, concetto attuale da portare sul palco. Loredana Bertè poi incarna l’icona femminista, ho scoperto che la sua forza sul palco è davvero straordinaria”.

Il cambio radicale di stile di questi ultimi anni, era inevitabile, spiega Lauro: “Sono stato coerente con ciò che sono oggi. Nell’urban avevo il mio spazio ma ora certi argomenti li lascio ad altri, ai ragazzi che sono ancora sulle panchine. Oggi io voglio il mercato internazionale, vorrei portare un musical in tutto il mondo, per me non avrebbe senso continuare a parlare di quel modo e di quel mondo”.

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Il brano sanremese sarà contenuto nella nuova edizione dell’album Lauro, “sarà una nuova versione intitolata Achille Idol Superstar, anche se non mi sento tale, superstar chiarisce in modo esatto non ciò che sei ma ciò che fai sulla scena, intitolarlo così era il miglior modo per far capire a chi ascolta queste canzoni che si tratta di un mondo fatto di trucco, di costumi e di scenografie”.

A maggio Lauro sarà in tour, con partenza da Roma, tre date al Palasport a cominciare dal 27 maggio. Spiega Ferdinando Salzano di F&P: “È un tour riprogrammato, ma Lauro ci sorprende sempre e con lui ciò che sembra una costrizione diventa una possibilità. Lo show sarà costruito intorno al suo gruppo e alla Orchestra della Magna Grecia, come nel concerto benefico della serata all’Arcimboldi di Milano quando rimasi folgorato dalla bellezza della formula, quasi un musical. Anche i luoghi saranno una scelta strategica, da piazza SS Annunziata a Firenze, all’ippodromo di Milano, ai tre palasport a Roma”.

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