Sanremo 2022, Sabrina Ferilli l’antisnob. Dal cinema d’autore alla conquista del festival

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Il ruolo più malinconico glielo ha affidato Paolo Sorrentino, la spogliarellista Ramona della Grande bellezza. Ma neanche la parte di quella ragazza bellissima rassegnata, vinta dalla malattia, stanca del mondo e degli sguardi degli uomini riusciva fino in fondo a spegnere la solarità di un’attrice che in trentacinque anni di carriera al cinema ha frequentato tutti i generi, dal dramma alla commedia. Sabrina Ferilli è orgogliosamente nazionalpopolare, lo ripete quando qualcuno le fa notare le sue scelte: la tv, il teatro, le fiction strappacuore. Torna a Sanremo come co-conduttrice per la serata finale e ci sarà da divertirsi perché sempre, quando è fuori ruolo – quindi è se stessa – usa l’arma più efficace che ha, l’ironia. Si è visto nei programmi di Maria De Filippi, giudice di Amici e Tu si que vales, in cui è come se fosse una del pubblico.

Sabrina Ferilli in ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino 

«Sono innamorata di Maria De Filippi, ha una  saggezza  d’altri tempi, glielo dico sempre: ‘Siamo vecchie dentro’. Non la vedo come  presentatrice ma per  quello che è: una donna speciale. Il mio è un mestiere pubblico”, spiegava “mai stata snob. Ho un approccio nazional-popolare, divoro ore di televisione. Vengo  dal  cinema  d’autore, vado ovunque”. Era scatenata anche in Dinner club il programma di Prime Video in cui viaggiava, mangiava, si confrontava, tra gli altri, con gli amici Abatantuono, Favino, Mastandrea a tavola. Battute su battute, ride, gioca, difficile fermarla. “Ero molto scettica all’inizio, io e Cracco, che non conosco, in giro. Lui che guida. Mi ero fatta un’idea di Cracco che era tutto, ma non in movimento. Per me era statico”: Sabrina, simbolo della femminilità è anche un maschiaccio e se c’è da giocare, si gioca.

A Sanremo c’era già stata nel 1996, valletta “in quota mora” per Pippo Baudo che la affianca a Valeria Mazza, la bionda. Era già l’attrice amata dal cinema d’autore, ma Sabrina la pasionaria, che da ragazzina vendeva le copie dell’Unità, figlia di un comunista che le ha insegnato la passione per la politica e il bene comune, non è snob. Il palcoscenico del Festival di Sanremo significa essere di tutti e parlare a tutti. Ferilli lo sa. Ci sarebbe tornata nel 2012, ospite della quarta serata della seconda edizione consecutiva condotta da Gianni Morandi.

Ferilli con Gianni Morandi al Festival di Sanremo 2012 

Attrice e donna di spettacolo, schietta e forte, prendere o lasciare. Sempre stata così, consapevole delle proprie scelte, proiettata nel futuro. “Sorrentino mi ha affidato un ruolo ‘mistico’ in La grande bellezza perché nei miei occhi c’era la dose più alta di malinconia e di mistero che avesse mai visto” ha spiegato. E però Sabrina il camaleonte è un raggio di sole, modernissima e legata alle radici di Fiano Romano, il paese alle porte di Roma dov’è cresciuta “fra persone anziane che mi hanno amato e protetto, ho avuto un rapporto viscerale con loro”.

Imprevedibile, capace di spogliarsi per lo scudetto della Roma e di schierarsi per i diritti della maternità, di bacchettare il Partito democratico per cui tifava. “Il Pd di Letta? Sono d’accordo sul bonus ai diciottenni, ma poi penso con delusione che stando al governo non si è riusciti a dare la cittadinanza a un bimbo nato e cresciuto qui ed è una vergogna». Chiarezza, sintesi. Da Marco Ferreri a Sanremo, da  Paolo Virzì ai calendari, dagli spot sui divani alle fiction. In televisione si capiva che si sentiva a suo agio, dai tempi dello  show con Lucio Dalla, La bella e la bestia.

Ha detto che voleva essere “Totò con le tette”: «Sono ottimista, non mi sono mai ritrovata con gli intellettuali che tendono a incupirsi, ero diversa. Non migliore, per carità. Non mi ritrovo in certi contorcimenti  mentali.  Ai  seminari  all’Argentina provavo imbarazzo quando volevano che recitassimo ‘il vaso di gerani che prende la rugiada la mattina sul balcone’… Magari sono un po’ grezza, ognuno è libero di sentirsi vaso di geranio. Io non mi ci sentivo”. La sua filosofia, l’ha spiegata benissimo. “Valiamo per quello che siamo, non è il contenitore che ci fa valere”.

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