Sanzioni, quinto pacchetto dalla Ue alla Russia: stop all’acquisto di carbone e all’export high tech

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MILANO – Arriva l’attesa proposta della Commissione europea di nuove sanzioni a Mosca, per le quali era cresciuto il pressing internazionale dopo l’emergere delle atrocità commesse nelle cittadine che le forze di Kiev hanno riconquistato agli invasori. Bruxelles, ha spiegato la presidente Ursula von der Leyen, ha proposto ai Ventisette Paesi membri di inasprire le sanzioni già adottate con nuove aggiunte: tra le altre misure, stop agli acquisti di carbone russo, che rappresenta il 45% delle importazioni Ue, e chiusura dei porti europei alle imbarcazioni gestite da russi.

“Dobbiamo chiaramente aumentare ulteriormente la nostra pressione” su Mosca, ha detto von der Leyen. “La Russia non vincerà la sua guerra prescelta. Ma paralizzare la macchina da guerra del Cremlino ora è vitale per fermare le atrocità commesse in Ucraina. Non c’è altro modo che inasprire le sanzioni”, ha twittato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel,

Il nuovo pacchetto di sanzioni verso la Russia, che nelle tornate precedenti si era vista imporre le restrizioni al suo sistema finanziario, il congelamento della valuta estera di proprietà della sua Banca centrale, l’esclusione di sette banche dal circuito di comunicazione finanziaria Swift, si compone di sei pilastri.

Carbone, navi e tir

In primo luogo – ha dettagliato von der Leyen – imporremo un divieto all’importazione di carbone dalla Russia, per un valore di 4 miliardi di euro all’anno. Ciò taglierà un’altra importante fonte di entrate per la Russia, ha aggiunto la presidente. Secondo i dati di Eurostat, nel 2020 l’Unione ha importato il 19% del suo carbone dalla Russia, contro il 36,5% del petrolio e il 41% del gas naturale. Nel mix energetico italiano, la Russia pesa invece per quasi la metà del carbone (che però copre il 3,5% del nostro mix) contro il 40% del gas e il 17% del petrolio.

L’importanza della Russia per l’import energetico della Ue
 TotalNatural gasOilCoal
European Union
27 countries (from 2020)
24,4 %41,1 %36,5 %19,3 %
Euro area
19 countries  (from 2015)
23,8 %38,0 %33,7 %25,2 %
Belgium24,3 %7,9 %46,1 %35,8 %
Bulgaria15,4 %72,8 %13,1 %8,2 %
Czechia23,7 %86,0 %35,7 %1,7 %
Denmark*21,1 %52,4 %27,6 %86,3 %
Germany31,1 %58,9 %35,2 %21,5 %
Estonia*21,4 %86,5 %279,4 %0,1 %
Ireland3,2 %0,0 %6,1 %5,2 %
Greece46,5 %38,9 %73,0 %8,9 %
Spain7,5 %10,5 %8,8 %43,2 %
France8,4 %20,0 %15,7 %29,7 %
Croatia*24,7 %55,0 %14,2 %74,7 %
Italy23,8 %40,4 %17,4 %49,8 %
Cyprus1,7 %:1,3 %105,4 %
Latvia31,0 %100,1 %25,5 %95,6 %
Lithuania96,1 %50,5 %202,7 %69,1 %
Luxembourg4,3 %27,2 %0,0 %7,7 %
Hungary54,2 %110,4 %57,4 %11,3 %
Malta7,5 %0,0 %8,7 %:
Netherlands49,0 %35,8 %70,5 %50,3 %
Austria*16,5 %58,6 %7,3 %9,2 %
Poland35,0 %45,5 %76,3 %13,4 %
Portugal4,9 %9,6 %6,0 %0,0 %
Romania*17,0 %15,5 %37,0 %11,8 %
Slovenia*17,6 %81,0 %24,9 %0,8 %
Slovakia57,3 %75,2 %159,4 %26,6 %
Finland*45,0 %92,4 %141,2 %30,0 %
Sweden8,5 %13,9 %32,5 %22,7 %
Iceland0,0 %:0,0 %0,0 %
Norway3,9 %0,2 %10,5 %18,7 %

Source: Eurostat (including estimates for non-reported data)

Secondo: un divieto totale di effettuare transazioni per quattro banche russe chiave, tra cui VTB, la seconda banca più grande del Paese. Queste quattro banche, che ora abbiamo completamente tagliato fuori dai mercati, rappresentano il 23% del mercato bancario russo. Ciò indebolirà ulteriormente il sistema finanziario russo. Terzo: divieto alle navi russe e alle navi operate dalla Russia di accedere ai porti dell’Unione europea. Alcune esenzioni riguarderanno gli elementi essenziali, come i prodotti agricoli e alimentari, gli aiuti umanitari e l’energia. Inoltre, proporremo un bando per gli operatori di trasporto su strada russi e bielorussi. Questo divieto limiterà drasticamente le opzioni per l’industria russa di ottenere prodotti chiave.

(ansa)

Fermati 10 miliardi di export Ue

Von der Leyen ha poi proseguito. Quarto: ulteriori divieti mirati all’esportazione da parte dei Paesi europei, per un valore di 10 miliardi di euro, nelle aree in cui la Russia è vulnerabile. Questa misura include, ad esempio, computer quantistici e semiconduttori avanzati, ma anche macchinari sensibili e attrezzature per i trasporti. Con questo pilastro, continueremo a degradare la base tecnologica e la capacità industriale della Russia.

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Bloccati altri prodotti russi, dal legno ai liquori

L’elenco non si ferma qui. Tornando al flusso di beni che va da Mosca verso la Ue, la presidente ha proseguito con il quinto pilastro: nuovi divieti specifici all’importazione, del valore di 5,5 miliardi di euro, per tagliare il flusso di denaro della Russia e dei suoi oligarchi, sui prodotti dal legno al cemento, dai frutti di mare ai liquori. In questo modo, chiudiamo anche le scappatoie tra Russia e Bielorussia. Il sesto pilasro riguarda una serie di misure molto mirate, come un divieto generale nella Ue alla partecipazione da parte delle società russe agli appalti pubblici negli Stati membri o l’esclusione di qualsiasi sostegno finanziario, europeo o nazionale, agli enti pubblici russi. Perché il denaro delle tasse europee non dovrebbe andare in Russia in nessun modo.

Si allargheranno anche gli elenchi di persone sottoposte a sanzioni.

Ma questo non è tutto, ha specificato infine von der Leyen. Stiamo lavorando a sanzioni aggiuntive, anche sulle importazioni di petrolio, e stiamo riflettendo su alcune delle idee presentate dagli Stati membri, come le tasse o canali di pagamento specifici, ad esempio l’utilizzo di conti vincolati (significherebbe versare il dovuto, ad esempio, per l’import di petrolio, ma bloccarlo su un conto dedicato che si libera solo nel momento in cui la Russia rispetta alcuni impegni).

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