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Sardegna, stop dal governo alla riforma che aumenta le Province. L’ira di Solinas: “Ci difenderemo davanti alla Consulta”

La Republica News
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Stop da parte del governo alla riforma che porta a sei le Province e a due le Città Metropolitane della sardegna. L’esecutivo infatti ha deciso di impugnare la riforma degli enti locali con cui lo scorso aprile sono state incrementate le Province sarde, mentre alla città metropolitana di Cagliari si aggiunge quella di Sassari. Ma presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, annuncia battaglia: “Abbiamo intenzione di difenderci in sede di Corte costituzionale”. E rimarca come la riorganizzazione degli enti locali facesse parte del programma elettorale “votato dai sardi” nel 2019. “La verità è che esistono funzioni sovracomunali insopprimibili, come la viabilità provinciale, e sono migliaia di chilometri di Sardegna“, sostiene Solinas secondo il quale gli enti intermedi vanno mantenuti per svolgere quelle funzioni in modo efficace ed efficiente.

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Soddisfatto invece il ministro per il rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà: “Mi fa piacere che abbiamo impugnato una legge, la n. 7 del 2021, della Sardegna, che indicava la possibilità di poter aumentare senza referendum, e quindi senza rispetto costituzionale dello Statuto della Sardegna, l’aumento delle province da cinque a otto. In questa maniera potremo comprendere se le province debbano aumentare o se la Sardegna debba fermarsi a cinque. È chiaro che nella nostra visione di semplificazione del Paese – conclude D’Incà – abbiamo già un numero di province sufficienti e, anzi, dovremmo comprendere quale futuro dare a questi enti”.

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Solinas però non ci sta. “Nella scorsa legislatura è stata fatta una legge di riordino del sistema delle Province, è stata creata una Provincia ibrida come il Sud Sardegna, che andava da Villasimius a Teulada, passando per Sanluri. In quel caso nessun ufficio del governo ha ritenuto di dover sollevare il problema di un referendum preventivo – dichiara il governatore a margine della presentazione della campagna promozionale “Sardegna, Sicuri di sognare” – Oggi si trattano casi simili in maniera dissimile – attacca – temo che questa non sia più un’applicazione del diritto ma sia un’impostazione ideologica che tende a punire chi sta cercando di restituire efficienza ed efficacia a funzioni sovracomunali insopprimibili come la viabilità provinciale o gli istituti secondari”.



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