Sblocco dei crediti fiscali in un decreto ad hoc. Via a tre cessioni, sanzioni e carcere per i tecnici che asseverano il falso

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MILANO – Potrebbe trovar spazio in un decreto distinto da quello sulle bollette l’intervento del governo per spezzare l’impasse del comparto edilizio, travolto dal problema delle frodi e dei sequestri di crediti fasulli e dalla stretta del Sostegni ter che – con efficacia da ieri – limita le cessioni dei crediti derivanti da sconto in fattura o cessione.

L’ipotesi di spacchettare il tema dei crediti fiscali dalla questione energetica trova conferma in una bozza separata che circola prima del Consiglio dei ministri, e nell’ordine del giorno della stessa riunione dell’esecutivo che reca appunto due testi diversi.

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Nella bozza si ritrovano gli interventi attesi alla vigilia.

Il decreto di pochi articoli modifica i precedenti, numerosi, interventi in materia di crediti fiscali (non solo quelli legati ai bonus edilizi, ma anche i contributi per le imprese del turismo o i tour operator) e rivede la disposizione del Sostegni ter che rendeva incedibile ulteriormente il credito rinveniente da cessione o sconto in fattura. Si passa ora a “due ulteriori cessioni” – dopo l’opzione per sconto in fattura o cessione – se effettuate a intermediari vigilati da Bankitalia secondo l’articolo 106 del Tub, verso gruppi bancari iscritti all’albo o assicurazioni. In totale, dunque, sono ammessi tre passaggi.

Vietate le cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate, confermato il “bollino” di garanzia sul credito perché anche i successivi acquirenti siano in grado di verificarne la bontà. “I crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni” che riguardano cessione e sconto in fattura “non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate”, si legge nella bozza. E ancora: “A tal fine, al credito è attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni, secondo le modalità previste dal provvedimento di cui al periodo precedente. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022”.

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Nella parte delle sanzioni, si spiega che “il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni” necessarie per maturare il credito “espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata”. La bozza chiarisce anche che le polizze che i tecnici asseveratori sono obbligati a sottoscrivere devono avere come massimale gli importi degli interventi oggetto delle asseverazioni.

L’intervento riguarda anche il problema dei crediti – finiti anche in pancia a società quali Poste o Cdp – che sono stati sequestrati per l’azione delle procure al lavoro sulle frodi (già 2,3 miliardi sequestrati su 4,4 miliardi di truffe scoperti). Il decreto, nella bozza, prevede che “l’utilizzo dei crediti d’imposta, nel caso in cui siano oggetto di sequestro disposto dall’Autorità giudiziaria può avvenire, una volta cessati gli effetti del provvedimento di sequestro entro i termini previsti, aumentati di un periodo pari alla durata del sequestro medesimo, fermo restando il rispetto del limite annuale di utilizzo dei predetti crediti d’imposta previsto”.

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