Scala per la prima volta un anno senza abbonamenti e la stagione della grande crisi

Scala, per la prima volta un anno senza abbonamenti: è la stagione della grande crisi

La Republica News
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Alla Scala non era mai successo dal 1920. Da quando Arturo Toscanini istituì l’ente autonomo che liberava il teatro dal “palchettisti”, fino ad allora proprietari dei 155 palchi del Piermarini. Salvo dopo i bombardamenti del ’43 e fino al ’46 per colpa della guerra. Per la prima volta, a causa del Covid 19, il teatro lirico più famoso del mondo quest’anno cancellerà la campagna abbonamenti. Una boccata d’ossigeno che l’anno scorso a quest’epoca aveva fruttato alle casse scaligere circa 15 milioni di euro. La stagione che il sovrintendente Dominique Meyer presenterà alla stampa, salvo sorprese, venerdì prossimo sarà annunciata trimestralmente: finché il governo non chiarirà nel prossimo Dpcm se la già ridotta capienza del teatro subirà o meno una ulteriore sforbiciata non è possibile fare le piante per la vendita dei biglietti. Impossibile quindi immaginare di poter vendere a rate gli abbonamenti. Senza contare che agli abbonati della passata stagione, che è stata in gran parte cancellata, sono stati offerti dei voucher come risarcimento.


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