Scall, quando il cavallo diventa opera d’arte

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L’arte equestre non è solo quella del saper andare a cavallo, dell’entrare in perfetta sintonia con l’animale fino a creare un unico essere, dove i pensieri di chi sta in sella si traducono in movimenti fluidi e perfetti. C’è anche l’arte visiva vera e propria che si ispira ai cavalli, dalle pitture paleolitiche delle grotte di Lascaux, alle opere contemporanee.

L’ultimo esempio farà bella mostra di sé nella 124esima edizione di Fieracavalli: un cavallo-razzo che si proietta verso il cielo, spingendo sugli arti posteriori e ritraendo a sé gli anteriori, movimento che questi straordinari animali compiono quando devono saltare un ostacolo particolarmente alto. Non a caso, Scall, questo il titolo dell’opera e del cavallo che essa raffigura, dell’arista Federico Ferraini, è stata scelta per rappresentare Jumping Verona, il palinsesto di competizioni internazionali in programma nel quartiere scaligero dal 3 al 6 novembre, dove si svolge da 21 anni la Longines Fei Jumping World Cup, l’unica tappa italiana della Coppa del mondo di Salto ostacoli.

Ferraini, Veronafiere e Fieracavalli hanno voluto così rendere omaggio a Umberto Boccioni a 106 anni dalla sua morte, avvenuta proprio a Verona e proprio a causa di una caduta da cavallo. Un anno prima, nel 1915, il maestro del Futurismo aveva dipinto Dinamismo di un cavallo in corsa + case, opera del quale Scall è una reinterpretazione a sua volta futurista.

Oltre all’immagine della campagna targata Jumping Verona, Ferrarini ha realizzato anche 400 tavole in legno di castagno, trattate con pigmenti minerali e metalli con la riproposizione del cavallo Scall: 400 opere uniche e tutte hand made riservate ai vincitori delle competizioni internazionali in programma alla 124esima Fieracavalli. A quei cavalli che, come Scall, avranno saputo proiettarsi verso il cielo e andare oltre ogni ostacolo.

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