Scherma, a Milano un Mondiale che sembra un’Olimpiade: ecco quali gare possono vincere gli azzurri

Pubblicità
Pubblicità

L’unione fa la forza, uno per tutti e tutti per uno, si può ricorrere a tanti modi di dire che sfiorano i duelli della pedana. Però il Mondiale di scherma che si apre a Milano, qualificazioni da sabato a lunedì poi medaglie da martedì a domenica 30 nel complesso fieristico Allianz MiCo, in casa Italia è vissuto all’insegna della squadra. Dell’unione. Del blocco che raccoglie atleti e atlete di città e scuole diverse, per coagularli in un gruppo vincente.

Non che manchino gli individualisti, anzi, nel ranking mondiale molti sono piazzati nelle prime posizioni con vista medaglia. Ma le nostre chance più solide arrivano dalla seconda parte del Mondiale, quella delle prove a squadre da venerdì a domenica, come dimostrato anche dall’ultima rassegna iridata del Cairo: oro al fioretto femminile (Palumbo, Errigo, Volpi, Favaretto) e a quello maschile (Garozzo, Bianchi, Foconi, Marini). E ancora: argento alla spada femminile (Isola, Navarria, Fiamingo, Santuccio) e maschile (Cimini, Di Veroli, Santarelli, Vismara). Il dopo Aldo Montano è cominciato invece con un bronzo per gli sciabolatori Curatoli, Samele, Torre e Gallo.

Europei di scherma: Macchi oro nel fioretto, Italia prima nel medagliere

Insomma, la scuola italiana si è ripresa dopo la delusione di Tokyo, zero medaglie d’oro, approfittando al meglio della scossa data dai nuovi ct d’arma, Stefano Cerioni sopra tutti nel fioretto, ma anche dell’assenza dei russi più quotati che alle Olimpiadi giapponesi vinsero tre medaglie d’oro. La storia è nota: a Milano saranno ammessi solo atleti di secondo piano, che non fanno parte di gruppi militari come Cska o Dinamo, e non hanno manifestato a favore della guerra, nemmeno con un like. Gli ucraini boicotteranno le gare in cui sono presenti i pochi russi ammessi, ma parteciperanno alle gare a squadre in cui Russia (e Bielorussia) sono bandite.

Il podio tutto italiano del fioretto donne agli Europei 2023

Questo quadro ha determinato nuovi equilibri nella scherma mondiale, che già si sono visti al Cairo e saranno ancora più evidenti in questi giorni, durante gare che non saranno solo un’anteprima di Parigi, ma varranno anche come qualificazione per le Olimpiadi. Un’occasione di rinascita definitiva per gli azzurri, che non vedono l’ora di farsi spingere dal pubblico di casa composto in parte dalla comunità della scherma, non solo famiglie ma anche atleti di tutte le età cresciuti nelle storiche palestre accanto a carismatici maestri. Gli Europei di giugno sono stati già una prova generale di Milano: 16 medaglie di cui 5 d’oro, 4 azzurre nei primi 4 posti del fioretto (oro Batini, argento Favaretto, bronzo Volpi e Palumbo). In Coppa del Mondo l’Italia ha vinto almeno una gara in tutte e sei le armi. Finite le stagioni in cui la scherma era un affare per pochi paesi, ormai lo sport è diventato globale e può capitare di perdere con sudamericani e africani, per non parlare delle tante bandiere temibili dell’Asia. A Milano sono attesi atleti di 116 nazioni. Ma le credenziali dell’Italia restano alte anche in questa fase storica, in cui ogni vittoria è più sudata del passato.

La lista è lunga, e il Mondiale comprimerà tanti nomi in poche ore. Tornerà al top Daniele Garozzo, oro a Rio e argento a Tokyo nel fioretto, o si affermeranno le novità Filippo Macchi e Tommaso Marini, se così si può chiamare un vicecampione del mondo 2022? Quale sarà il nome giusto per la finale del fioretto femminile, in una squadra che vanta ori mondiali (Alice Volpi e Arianna Errigo se riuscirà a qualificarsi domenica), il fresco oro europeo Martina Batini e l’annunciata campionessa del futuro Martina Favaretto? Rossella Fiamingo darà seguito ai segnali inequivocabili di un bronzo mondiale al Cairo e un podio ritrovato in Coppa? La sciabola colpirà con l’acciaccata medaglia d’argento di Tokyo Luigi Samele, col sempre pericoloso Luca Curatoli, o con giovani come Michele Gallo che ha battuto a Padova il dominatore attuale, il georgiano Sandro Bazadze? Dimostrando la sfrontatezza che sta trovando nella spada il numero 2 del ranking Davide Di Veroli. Senza dimenticare le sciabolatrici, che da sempre sono squadra compatta e temibile.

Il Mondiale comincia, e ce n’è abbastanza per farne un evento da ricordare, in uno sport che da sempre appartiene al Dna italiano. Le medaglie saranno consegnate all’Arco della Pace, quasi un richiamo a Parigi 2024: “Ricorda l’Arc de Triomphe” sottolinea il presidente del comitato organizzatore Marco Fichera, spadista azzurro fino all’ultima Olimpiade di Tokyo.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *