Sciopero a Hollywood, Tom Cruise scende in campo: la star al tavolo delle trattative nel ruolo di mediatore

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La nuova Mission di Tom Cruise non è sul grande schermo ma al tavolo delle trattative tra le parti che stanno agitando Hollywood con gli scioperi. L’attore, che ha sospeso le riprese del prossimo capitolo della saga di Ethan Hunt, scende in campo nel ruolo di mediatore e lancia appelli per cercare di smussare le contrapposizioni nell’agitazione scattata lo scorso 13 luglio. Già star del calibro di Mark Ruffalo, Rosario DawsonJason Sudeikis sono scese in piazza per partecipare, con i sindacalisti, ai picchetti contro la linea dura adottata dai produttori. Cruise è quello che forse più ha fatto per riportare il pubblico al cinema dopo la pandemia ed è anche l’attore che per la sua penultima performance, quella in Top Gun: Maverick, ha guadagnato cento milioni di dollari grazie a un accordo percentuale sui biglietti venduti, cifra che fa impallidire il reddito medio di uno dei suoi tanti colleghi di “serie B”.

Storico sciopero a Hollywood: attori e sceneggiatori uniti contro i produttori: “È disgustoso”

Secondo quanto riferisce l’Hollywood Reporter, l’attore ha partecipato via Zoom a un tavolo con la Alliance of Motion Picture and Television Producers chiedendo di ascoltare le preoccupazioni del sindacato sull’intelligenza artificiale e sui compensi degli stuntmen, e allo stesso tempo ha chiesto con forza alla Sag-Aftra – il sindacato americano che rappresenta oltre centomila attori di cinema e tv – di rivedere l’atteggiamento che riguarda la promozione di nuovi film: perplesso per lo stato di salute dei botteghini nonostante la ripresa seguita alla pandemia, Cruise vorrebbe che venissero concesse esenzioni più ampie alle apparizioni pubblicitarie dei suoi colleghi. E questo perché le regole Sag vietano categoricamente, durante lo sciopero, la partecipazione a “convention, interviste, tour o attività promozionali attraverso i social”.

Matt Damon alla presentazine a Londra di 'Oppenheimer', il nuovo kolossal di Christopher Nolan

Parlando sul tappeto rosso di Oppenheimer a Londra, l’ultimo prima dell’inizio ufficiale dell’agitazione, Matt Damon ha ricordato all’opinione pubblica che lo sciopero riguarda questioni “di vita o di morte” per colleghi che fanno fatica a sbarcare il lunario: “Devono guadagnare almeno 26 mila dollari all’anno per qualificarsi per la mutua”. Secondo Shaan Sharma, attore e membro del board del sindacato, solo il 12,7% per cento degli iscritti alla Sag arrivano a questa paga minima, mentre Damon ha incassato un cachet tra i 30 e i 40 milioni per il suo penultimo film Air – La storia del grande salto.

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