Scontro Governo Comuni il sindaco Dipiazza Ma quale scaricabarile sulla chiusura delle strade finalmente decidiamo noi

Scontro Governo-Comuni, il sindaco Dipiazza: “Ma quale scaricabarile, sulla chiusura delle strade finalmente decidiamo noi”

La Republica News
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ROMA – “Uno scaricabarile del governo sui sindaci? No, non lo è. Finalmente decidiamo noi”. Roberto Dipiazza è il sindaco di Trieste. Imprenditore, 67 anni, di centrodestra, è fuori dal coro. I sindaci si lamentano? E lui: “Da mesi dico che ai sindaci va lasciata la massima autonomia. Avevo anzi proposto che diventassero una sorta di ‘commissari’ in raccordo con i governatori delle Regioni. Non è il momento degli scontri politici. Io mi sento patriota”. Si prende nella tarda mattinata un’ora di pausa per portare le olive della sua campagna al frantoio, e intanto prepara l’offensiva anti Covid: una ordinanza di chiusura di piazze e strade solo da mostrare per il momento a chi affolla i luoghi della movida triestina, come avvertimento. Sindaco Dipiazza, i primi cittadini hanno a disposizione strumenti e forze per decidere le serrate? “Faccio il sindaco da 19 anni, con tre mandati non consecutivi, e so quanto sia importante che le decisioni siano prese città per città. Quindi sono d’accordo con quanto prevede finalmente il Dpcm di Conte. L’importante è che non ci sia un lockdown generalizzato. Personalmente sono pronto a fare la mia parte e a fare i blocchi, se occorre. Ovviamente mi auguro di scongiurarli”. Tutta la responsabilità ai sindaci fino a chiudere strade e piazze, la convince?”Giusto che abbiano responsabilità e autonomia. I sindaci sono in prima linea, a contatto con la popolazione ed è il ruolo politico che funziona di più. Sa perché? Perché devono rendere conto alla gente. Ripeto, non da oggi sostengo che devono avere più responsabilità in questa emergenza, per cui a me va bene quello che è stato deciso nell’ultimo Dpcm”. I sindaci, in particolare quelli di centrodestra, ad esempio Luigi Brugnaro di Venezia, sono sul piede di guerra.”Lasciamo fuori la politica. Qui si tratta di salvare il Paese, di salvare le aziende. Non entro nel merito di quanto detto dall’amico Brugnaro, però per me è meglio così, piuttosto che quelle indicazioni che venivano da Roma con discussioni su tutto. Trieste ha tirato avanti bene, anche nei momenti più difficili. Non cadiamo quindi nella trappola delle polemiche. A tutti i costi è da evitare il lockdown, che sarebbe la morte per molte aziende”. Non è uno scaricabarile? “Destra e sinistra, governo e sindaci e Regioni: siamo tutti sulla stessa barca. Non è tempo dei lamenti ma di agire. I sindaci hanno un ruolo di estrema competenza, come i governatori. No, non è uno scaricabarile, ma è finalmente un coinvolgimento nelle responsabilità”. Quindi lei cosa farà? Una serrata di piazze e strade della movida? “Preparerò l’ordinanza di chiusura dei luoghi della movida, che in città sono tre zone. Andrò lì con l’ordinanza in mano. La mostrerò. Alle ragazze e ai ragazzi dirò: vedete, è pronta. Se state alle regole, non la firmo. Ma se violate le precauzioni, se non rispettate gli orari, il distanziamento, non indossate le mascherine, firmo. È di una semplicità mai vista. Dipende da loro”. I Comuni chiedono però il coinvolgimento dei prefetti, perché si tratta di misure di ordine pubblico. Su questo è d’accordo?”Con il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, ho un ottimo rapporto. Certamente ci sarà un coordinamento anche con il governatore. Mentre prima di questo Dpcm bisogna applicare le indicazioni e basta, adesso siamo co-responsabilizzati. È un momento in cui io mi sento patriota e basta. Lavoriamo tutti insieme”. Com’è la situazione dei contagi a Trieste?”Noi siamo una delle città con più anziani d’Europa. Boris Pahor, lo scrittore, ha 107 anni, per dire. Abbiamo avuto soprattutto contagi nelle residenze per anziani. Ma nulla a che vedere con le criticità che ci sono state in Lombardia”.


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