Scontro Ue-Cina. Sanzioni per il trattamento degli uighuri. Pechino risponde con misure punitive

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E’ scontro tra Europa e Cina. I ministri degli Esteri Ue hanno approvato un nuovo ciclo di sanzioni mirate per violazioni dei diritti umani in Cina e Myanmar e hanno lanciato un avvertimento alla Turchia. “Utilizzeremo il nuovo sistema di sanzioni per la difesa dei diritti umani. Questo ha già riguardato il caso Navalny, riguarderà altre designazioni che verranno prese in mattinata”, ha spiegato il capo della

diplomazia francese Jean-Yves le Drian al suo arrivo per il vertice faccia a faccia con i suoi omologhi a Bruxelles.

All’inizio dell’incontro sono state approvate le sanzioni predisposte dai loro ambasciatori. Sono state approvate sanzioni anche uattro leader nella regione cinese dello Xinjiang per violazioni dei diritti umani contro la minoranza musulmana uigura, secondo quanto riportato da fonti diplomatiche

 L’Ue ha sanzionato undici funzionari birmani coinvolti nella repressione mortale in seguito al colpo di Stato.

Contro la decisione dei ministri degli Esteri si è schierata l’Ungheria che per bocca del capo della sua diplomazia ha deginito le sanzioni anti cinesi “dannose”.

La risposta di Pechino non si è fatta attendere.  La Cina “si oppone e condanna con forza le sanzioni unilaterali decise oggi dall’Ue a carico di persone ed entità cinesi rilevanti, citando le cosiddette questioni relative ai diritti umani nello Xinjiang”. Il ministero degli Esteri, si legge in una nota, annuncia che Pechino ha varato a sua volta sanzioni contro “10 persone e 4 entità dell’Ue che danneggiano gravemente la sovranità e gli interessi della Cina e diffondono maliziosamente menzogne e
disinformazione”. Tra i sanzionati Reinhard Butikofer, Michael Gahler, Raphaël Glucksmann, Ilhan Kyuchyuk e Miriam Lexmann del Parlamento europeo.

“Le sanzioni della Cina contro i deputati al Parlamento europeo, la sottocommissione per i diritti umani e gli organi dell’Ue sono inaccettabili e avranno delle conseguenze”, ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Le sanzioni hanno colpito eurodeputati e organi del parlamento europeo per avere espresso delle opinioni nell’esercizio del loro dovere democratico. I diritti umani sono diritti inalienabili”, ha aggiunto Sassoli.

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