Scrittori prima biografia su Paolina la sorella ombra di Giacomo Leopardi 2

Scrittori: prima biografia su Paolina, la sorella-ombra di Giacomo Leopardi (2)

Libero Quotidiano News
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11 dicembre 2020

(Adnkronos) – Paolina ha scritto molto, moltissimo. Si può dire che abbia trascorso la sua lunga vita con la penna in mano, vergando giorno e notte lettere, biglietti, appunti, traduzioni, testi originali. Conservava tutti gli scritti, tranne le lettere ricevute che distruggeva subito, per timore che i genitori le potessero leggere. Con i suoi voluminosi appunti, mise insieme un vero e proprio “zibaldone”. In pagine di piccolo formato, con una grafia chiara e priva di sbavature, Paolina era solita trascrivere brani, tratti principalmente da libri o da recensioni su periodici. Il suo zibaldone, però, a differenza di quello ben più famoso del fratello, non contiene riflessioni o considerazioni personali, ma solo trascrizioni, come era d’altronde uso comune all’epoca.
Alla fine di ogni anno con precisione quasi maniacale Paolina faceva rilegare personalmente quelle pagine in graziosi volumetti, dalla copertina in carta marmorizzata: i libretti vanno dal 1823 al 1869, anno della sua morte. Si tratta, in realtà, di trentasette piccoli quaderni rilegati in undici volumetti tuttora conservati a palazzo Leopardi, che Paolina ha riempito di annotazioni le più varie, da notizie di cronaca nera o rosa ad articoli letterari in italiano e in francese.
Vi registrò anche i titoli dei libri letti fino a un anno prima di morire, arrivando a indicarne ben più di duemila: circa quarantatré libri all’anno per più di quarant’anni. L’elenco dei libri si apre con il romanzo di Madame de Staël Corinne ou l’Italie, vero e proprio best seller dell’epoca pubblicato nel 1807. Amò Stendhal del quale lesse tutte le opere. Amò in generale tutti i romanzi francesi, ma anche quelli italiani. Forti emozioni le procurò la lettura de Le mie prigioni di Silvio Pellico: una “lettura deliziosa” che, scriveva a Marianna Brighenti, “mi ha fatto sentire che sono ancor viva, e che sono ancora capace di commuovermi. Io non ti dirò l’entusiasmo che ha prodotto in me quella lettura che ho fatto ieri notte, tutt’in un fiato, sempre piangente e palpitante e questa mattina il sole mi sembrava più bello, la natura più ridente, ed i pensieri miei avevano una tinta meno fosca”.



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