Scuola, dal Piemonte alla Sicilia fuga di docenti dalla Maturità: “Paura del virus, non si trovano presidenti di commissione”

La Republica News

Presidi e insegnanti in fuga dalla Maturità. A un mese esatto dall’unica prova prevista quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria, il colloquio multidisciplinare, gli uffici scolastici regionali sono alla ricerca di docenti e dirigenti scolastici disponibili ad accollarsi la presidenza delle commissioni che il 17 giugno prossimo esamineranno quasi 500mila studenti dell’ultimo anno delle superiori. Da Nord a Sud, si cercano presidi e insegnanti con oltre dieci anni di servizio da mettere a capo delle commissioni. Il termine per presentare le candidature è scaduto lo scorso 6 maggio e dopo un rapido controllo in molte regioni i funzionari degli uffici scolastici periferici si sono accorti che mancavano all’appello diversi presidenti.E’ la prima volta che la scuola italiana si trova di fronte ad un simile problema, così diffuso su tutto il territorio nazionale. I primi direttori regionali a sollecitare i presidi perché si adoperassero a fare pervenire un maggior numero di candidature sono stati quelli di Veneto e del Piemonte. “Questo ufficio – scriveva lo scorso 11 maggio Fabrizio Manca, a capo dell’istruzione piemontese – ha preso atto della situazione di carenza di istanze acquisite ad oggi al SIDI per ricoprire la funzione di presidente nelle commissioni d’esame del II grado. Poiché – continua – è necessario garantire a tutti gli studenti il regolare svolgimento dell’esame conclusivo del loro percorso di studio, si invitano le scuole in indirizzo ad acquisire, il più possibile, ulteriori candidature”.Invito inoltrato nei giorni successivi anche dai direttori scolastici regionali di Friuli, Lazio, Campania, Sicilia e Marche. A fornire un dato sulla carenza di presidenti per costituire le commissioni della maturità è stato Marco Ugo Filisetti, a capo della scuola marchigiana. “Il totale delle istanze trasmesse da parte degli aspiranti presidenti – scrive Filisetti nella nota dello scorso 9 maggio – è di 255 a fronte di oltre 320 configurazioni di commissioni pervenute da parte degli istituti scolastici”. Nelle Marche mancava quindi all’appello il 20% di capi commissione: uno su cinque.     A spiegare i motivi che hanno indotto molti insegnanti (anche in pensione da non più di tre anni) e dirigenti scolastici a tirarsi indietro è Antonello Giannelli, a capo dell’Associazione nazionale presidi. “Ad incidere certamente la preoccupazione per il contagio da Coronavirus – dice Giannelli – ma non solo. A rallentare le operazioni anche per il fatto che il protocollo sanitario che accompagnerà la maturità si è conosciuto soltanto sabato scorso. Molti volevano capire quali misure occorreva prendere per svolgere gli esami in sicurezza. E la considerazione che durante gli esami occorrerà attivare le stesse misure di sicurezza che dovremo seguire quotidianamente dovrebbe consentire di superare il problema. La preoccupazione c’è perché il mondo della scuola è fatto da persone non più giovanissime, molte nella fascia d’età che l’Inail considera da attenzionare proprio per l’età: oltre i 55 anni”. E nelle prossime settimane potrebbe essere il turno dei commissari d’esame a dare forfait.

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