Scuola i cinque scenari per il rientro in classe a Milano Tutti in dad con oltre 300 nuovi contagi al giorno

Scuola, i cinque scenari per il rientro in classe a Milano: “Tutti in dad con oltre 300 nuovi contagi al giorno”

La Republica News
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Tutto pronto per il rientro a scuola di 2 milioni e 750 mila studenti delle superiori: dal 7 gennaio, orari d’ingresso scaglionati e classi dimezzate. Ma il pericolo che dopo qualche settimana si ritorni alla didattica a distanza è tutt’altro che remoto. Se la presenza a scuola degli studenti dovesse avviare una terza ondata di contagi, il ritorno alle lezioni da remoto sarà inevitabile.

A spiegare, con tanto di numeri e grafici, il rischio di una nuova impennata dei contagi da Covid-19 è la Prefettura di Milano. Che qualche giorno fa ha pubblicato il documento dal titolo “Per tornare in classe”, il piano operativo che coordina gli orari dei trasporti pubblici e quelli delle scuole superiori, che analizza i dati raccolti dall’Ats di Milano. Sono 5 gli scenari immaginati dall’Agenzia preposta alla tutela della salute della città metropolitana di Milano.

Fino a 100 nuovi contagi-scuola al giorno e con un numero di soggetti posti in quarantena inferiore a 10mila alla settimana (scenario 1), si potrà continuare con tre quarti degli studenti in presenza. Se si dovessero superare i 100 casi al giorno (scenario 2) o i 150 (scenario 3), l’Ats di Milano proporrà di ridurre la quota di ragazzi in classe, fino ad azzerarla completamente al superamento dei 200 contagi al giorno (scenario 4) e coinvolgere anche l’intera scuola media (scenario 5) oltre i 300 casi al giorno. Analizzando i dati dei contagi raccolti in tre mesi, si evidenzia un incremento degli stessi proprio in occasione dell’apertura delle scuole.

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“Gli andamenti temporali evidenziano dalla chiusura del primo lockdown – si legge nel documento di analisi – due punti di attenzione dell’epidemia. Il primo legato ai rientri dall’estate che ha innalzato l’R(t) in maniera importante non facendolo mai abbassare sotto l’uno e il secondo punto innescato dalla riapertura delle scuole che ha portato successivamente l’R(t) a livelli paragonabili a quelli raggiunti durante la fase I, ma, soprattutto ad un innalzamento del numero di casi sino a livelli mai raggiunti durante la fase I”.

Le Mappe

Studenti più soli ma la scuola a distanza piace agli italiani

La ripresa delle attività scolastiche avrebbe quindi contribuito, e non poco, alla seconda ondata di Coronavirus. Anche perché, contrariamente alla prima ondata, questa volta a essere coinvolte sono risultate molte famiglie milanesi e dell’hinterland con figli in età scolare. A riprova che la presenza a scuola degli studenti incrementa le probabilità di propagazione del virus, gli oltre 80mila tamponi (pari a circa il 15% del totale) somministrati “su alunni e personale scolastico per attività connesse alla scuola”. Ma non solo.

Ultima carta per la scuola. Azzolina chiama i prefetti: “Gestiranno i trasporti”

Lo studio dei novemila contagi su alunni e personale scolastico della città metropolitana di Milano mette in evidenza come da un iniziale incremento graduale dei casi si passa “a un raddoppio di settimana in settimana già dall’inizio di ottobre, fino ad arrivare al picco nella prima settimana di novembre con 2.616 casi e un numero massimo giornaliero pari a 609”. Dal 6 novembre, subentra l’obbligo della didattica a distanza per i ragazzi delle superiori e a scuola si assiste “a una netta inversione del trend che ha portato, nella prima settimana di dicembre, a quasi un quinto dei casi rispetto al mese precedente”. Contagi che alle superiori si riducono a un decimo. Probabilmente, anche alla luce di questi numeri, la certezza del governo di riaprire le scuole a gennaio col 75% degli studenti in presenza è venuta meno e la vigilia di Natale il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha emanato un‘ordinanza che impone dal 7 al 15 gennaio la presenza in classe, al massimo, del 50% degli studenti. 



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