Scuola, ministro Bianchi: “Dad attivata per una classe su cinque”

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ROMA – Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in audizione alla Camera ha detto, innanzitutto: “La scuola in presenza l’aveva chiesta il presidente Mario Draghi all’inizio del suo mandato”. Quindi, ha offerto – soddisfatto – i dati della scuola in presenza e in assenza, misurata alle ore 12 di oggi, mercoledì 19 gennaio, “grazie al patrimonio di economista e statistico che ho messo a disposizione”. Ecco, in Italia le classi tutte in Didattica a distanza sono il 6,6 per cento del totale con punte minime in Calabria (2,9 per cento) e punte massime in Molise (13,7 per cento). L’insieme delle classi con attiviità integrata – la difficile lezione in presenza e a distanza in contemporanea – è del 13,1 per cento. Quindi, la Dad dal 10 gennaio è stata attivata in modo totale o parziale nel 19,7 per cento delle classi, una ogni cinque.

Gli studenti a casa per contagio o quarantena, prosegue l’esposizione numerica, sono l’11,6 per cento. Tutti in Dad. Così suddivisi per ciclo: i positivi all’infanzia sono il 9 per cento, alla primaria il 10,9 per cento, alla secondaria (medie e superiori calcolate insieme) il 12,5 per cento.

Record di contagi tra i più piccoli. Le scuole svuotate dalle quarantene

Il personale scolastico sospeso perché inadempiente con il Green Pass vaccinale è pari allo 0,9 per cento.

Sulla vaccinazione i dati, passati dal commissario Francesco Figliuolo, sono: tra i 12 e i 19 anni la copertura è al 76,5 per cento (almeno due dosi), sotto i dodici anni sono al 25 per cento.

Ha commentato Bianchi: “Il grosso dei contagi c’è stato nel periodo di chiusura delle scuole: l’impennata l’abbiamo avvistata dal 18 dicembre e l’accelerazione si è sviluppata quando bambini e ragazzi non erano a scuola. Se avessimo ceduto all’idea di una chiusura avremmo portato a casa 6,5 milioni di studenti. La pandemia non è passata, ma potremo vincerla. I problemi sono molti e variegati. Le stime date in questi giorni”, e si riferisce a quelle offerte dall’Associazione nazionale presidi, “non avevano basi numeriche”. Quindi, in replica, a proposito dei ricorsi vinti ai Tar su Regioni e Comuni che hanno chiuso le scuole: “E’ giusto che il ministero abbia un potere di indirizzo”.

Nei numeri offerti alla Camera non c’è il confronto sulla settimana precedente, che, attraverso le Regioni, indica comunque che il contagio sta correndo, come evidenziato da Repubblica.

Gabriele Toccafondi, ex sottosegretario all’Istruzione, Italia Viva, ha detto: “Il governo è stato coraggioso e ora viene premiato da questi dati”. Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia: “Non nascondiamoci la verità, non diciamo che le lezioni si stanno svolgendo regolarmente. Mancano i docenti, soprattutto nelle materie scientifiche”.

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli ha commentato: “Prendiamo atto con soddisfazione dei dati diffusi dal ministro Bianchi, le nostre stime erano diverse in quanto basate sulle continue e costanti comunicazioni dei nostri iscritti, provenienti da tutto il territorio nazionale, che segnalavano l’infittirsi dei casi di contagio. Chiediamo che, da ora in avanti, il ministero pubblichi con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale e che venga drasticamente semplificato il protocollo di gestione dei casi positivi, allo stato attuale del tutto inapplicabile per il collasso dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, nonostante l’immane sforzo di collaborazione sopportato dalle scuole”.

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