Scuola, Regioni al Governo: “Con due positivi, tutti non vaccinati in Dad”. Bianchi: “Fondamentale tutelare didattica in presenza”

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Tutelare la didattica in presenza, ma nello stesso tempo mettere in atto misure che alleggeriscano il mondo della scuola sul fronte dei protocolli, delle quarantene e dei tamponi. Di questo oggi hanno discusso, nel corso di un incontro per studiare le misure di contrasto al Covid in vista della riapertura delle scuole tra il 7 e il 10 gennaio, le Regioni, rappresentate dal presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e i ministri dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e della Salute, Roberto Speranza.

Il ministro dell’Istruzione, durante il suo intervento, ha ribadito che “per il governo è fondamentale tutelare la didattica in presenza”, mentre il ministro della Salute ha sottolineato che “è prioritario ridurre l’area dei non vaccinati e allargare ancora quella dei vaccinati per non sovraccaricare gli ospedali”. Analizzando, nel corso della riunione, la situazione generale legata alla pandemia e gli aspetti che coinvolgono la scuola, Speranza ha evidenziato anche la necessità di considerare “molto seriamente sia l’estensione dell’obbligo a tutti che l’estensione del green pass rafforzato al mondo del lavoro”.

Dalle Regioni sono arrivate proposte di nuove norme sulle quarantene degli studenti. Visto l’avvio della campagna vaccinale 5-11 anche per le scuole elementari e la prima media – così come già per quelle successive – la proposta è di prevedere, nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’autosorveglianza (per 5 giorni) per i ragazzi vaccinati e la quarantena di 10 giorni con Dad (quest’ultimo caso laddove previsto) e test al termine dell’isolamento per i non vaccinati. Nelle scuole dell’infanzia resterebbe la quarantena di dieci giorni per tutti con tampone in presenza di un solo caso positivo. Questa ipotesi avrebbe trovato diversi punti di condivisione da parte del Governo.

“‘È stato un incontro positivo e costruttivo in cui abbiamo prospettato al Governo alcune ipotesi di intervento che, sulla falsariga di quanto è stato fatto con l’ultimo decreto, alleggeriscano anche il mondo della scuola sul fronte dei protocolli, delle quarantene e dei tamponi attualmente previsti. Si tratta di proposte tecniche che vogliamo approfondire e condividere con l’esecutivo per proteggere gli ospedali gravati sempre più da ricoveri e permettere una ripresa dell’anno scolastico in presenza, considerando l’andamento della curva epidemica che appare trainato proprio da una progressione importante nella fascia che va da 6 a 13 anni”, hanno commentato Fedriga, e l’assessore dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute. “L’occasione – concludono Fedriga e Donini – ha permesso anche una condivisione dei dati e la riproposizione di alcune ‘emergenze nell’emergenza’, ovvero la necessità di rafforzare con ulteriori azioni e ampliamenti il reclutamento del personale nel servizio sanitario e l’esigenza di correlare le scelte di politica sanitaria nella fase emergenziale ad una corrispondente e puntuale copertura finanziaria”.

Abruzzo, riapertura slitta al 10 gennaio

Slitta al 10 gennaio la riapertura delle scuole in Abruzzo. A stabilirlo è l’ordinanza regionale che dispone la sospensione delle attività didattiche il 7 e 8 gennaio, con regolare ripresa lunedì 10. Al tempo stesso, viene prevista l’attivazione di una campagna di screening in tutte le scuole, dal 7 al 9 gennaio, mediante testing antigenici rapidi di ultima generazione demandandone alle Asl le modalità organizzative. Il provvedimento si è reso necessario alla luce dell’andamento dell’attuale situazione epidemiologica.

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