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Scuole chiuse, le difficoltà dei genitori: figli a casa ma i congedi arriveranno solo con il decreto sostegni

La Republica News
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MILANO – Figli a casa e congedi ancora ai box. Il ritorno della didattica a distanza in molte regioni a causa della nuova esplosione dei contagi rischia di rendere difficilissima la vita di molti genitori. Il nuovo dpcm infatti impone la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse e lasciando ai presidenti delle Regioni in zona gialla e arancione la possibilità di adottare provvedimenti specifici per sospendere le lezioni in presenza. Le famiglie però in questo momento si trovano senza paracadute, cioè con la necessità di gestire i figli a casa ma senza la possibilità di lasciare temporaneamente il lavoro visto che i congedi parentali introdotti lo scorso anno sono scaduti lo scorso 31 dicembre e restano operativi solo per alcune fattispecie specifiche.

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Le misure sono attese nel decreto sostegni a cui il governo sta lavorando e che include anche i nuovi ristori a sostegno delle imprese, ma il via libera al provvedimento dovrebbe arrivare – nel migliore dei casi – soltanto la prossima settimana, mentre i genitori sono già alle prese con il loro tetris domestico per tenere in piedi vita professionale e cura dei figli.

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Congedi e bonus: le misure allo studio

“Stiamo lavorando perché il congedo valga per tutti i giorni in cui una scuola ricorrerà alla didattica a distanza”, ha detto nei giorni scorsi la ministra per la famiglia Elena Bonetti. Allo studio, ha spiegato la ministra, c i sarebbe un ritorno del congedo parentale al 50% dello stipendio per i lavoratori con figli under14 in Dad o quarantena o in alternativa il bonus babysitter. Tra le misure attese anche il ritorno al lavoro agile, laddove possibile, del genitore per tutta la durata della malattia o della Dad del figlio fino a 16 anni. Misure queste – congedo, bonus, smart working – scadute il 31 dicembre e che verrebbero ora prorogate in modo retroattivo a valere dall’1 gennaio.

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L’appello delle parlamentari dem: “Subito un ripristino delle misure”

A sollevare il tema dell’urgenza di un ripristino delle misure erano stati nei giorni scorsi anche un gruppo di parlamentari Pd: “Con l’avanzare del contagio e la chiusura precauzionale delle scuole, da domani resteranno a casa più di un milione di alunni in tutti gli istituti di ogni ordine e grado in Lombardia e da lunedì più di 600mila studenti in Piemonte. Servono misure immediate per aiutare le famiglie a conciliare il lavoro con la cura dei figli”, avevano scritto giovedì in un comunicato le dem Quartapelle, Gribaudo, Madia, Cenni, Serracchiani, Mura, Ciampi, Incerti, Bonomo, Pezzopane, Carnevali, Pini, Rotta, Boldrini, Bruno Bossio, Cantini, Piccoli Nardelli, Pollastrini, Morani.

“Sono necessari congedi parentali automatici e retroattivi e serve rinnovare i congedi per la quarantena Covid dei figli. Occorre riattivare il bonus baby sitter, per sostenere i genitori che stanno lavorando come dipendenti in smart working o come lavoratori autonomi. È fondamentale chiarire le modalità per accedere alla didattica in presenza per i figli dei lavoratori essenziali”, avevano aggiunto. “Il governo approvi subito il decreto Sostegno con queste misure. Per prevenire il contagio è essenziale che le misure sanitarie siano rapide. Ma è altrettanto essenziale che siano automatici e immediati gli strumenti per sostenere i cittadini”.



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