Serge Gainsbourg e Jane Birkin: “Je t’aime, moi non plus”, quando la loro canzone nel 1969 andò al rogo in Italia

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“Je t’aime je t’aime / Oh oui je t’aime!/ Moi non plus/ Oh mon amour…/ Comme la vague irrésolue/ Je vais et je viens entre tes reins / et je me retiens” (Ti amo, ti amo/ Oh si ti amo/ Nemmeno io/ Oh amore mio/ Come l’onda che non si ferma/ io vado vado e vengo tra i tuoi fianchi/ e io mi trattengo”.

Il duetto Je t’aime, moi non plus (1969) tra Serge Gainsbourg e Jane Birkin era stato pensato inizialmente per essere cantato dallo chansonnier francese in coppia con Brigitte Bardot, allora all’apice della fama e simbolo del desiderio per eccellenza. Il duetto scritto nel 1967 venne inciso due anni dopo con la nuova compagna di Gainsbourg, l’attrice inglese Jane Birkin.

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In Italia la canzone ebbe un rapido successo in tutti i juke-box nell’estate del 1969. Il singolo entrò nella classifica di Hit Parade, trasmissione radiofonica della Rai condotta da Lelio Luttazzi che presentava i dischi più venduti sulla base di un’inchiesta della Doxa. Per tre settimane stazionò al diciassettesimo posto, poi al nono e quindi al sesto posto.

Quando il disco arrivò al quarto posto, la Rai comunicò che non doveva essere trasmesso per nessuna ragione, perché considerato “indecente” e si arrivò a vietare a Luttazzi anche solo di nominare il titolo e la posizione nella classifica delle vendite.

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Il 22 agosto, in solidarietà alla censura radiotelevisiva, l’organo della Santa Sede, L’osservatore romano, pubblica una sgangherata traduzione che ne accentua l’oscenità e il distributore del disco viene scomunicato. Il 28 agosto la Procura della Repubblica di Milano ordina il sequestro e la distruzione del disco su tutto il territorio nazionale per “oscenità”.

Nonostante ciò, ne vennero fatte almeno due versioni italiane: una decisamente edulcorata affidata a Ombretta Colli, l’altra, più fedele all’originale, affidata agli attori di teatro (allora anche compagni nella vita) Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer.

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