Sergio Mattarella verso il bis dopo l’incontro con i capigruppo: “Avevo altri piani, ma se serve ci sono”

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ROMA –  “Avevo altri piani, ma se serve ci sono”. Sergio Mattarella in questi giorni è alle prese con l’arredamento della nuova casa affittata nel quartiere Pinciano. Ma il trasloco può aspettare. Stasera sarà rieletto Presidente della Repubblica. La cerimonia di congedo del settennato, fissata per mercoledì, è annullata. Mattarella ha dato la sua disponibilità ai capigruppo della maggioranza saliti nel pomeriggio al Colle. È l’epilogo della settimana più pazza della politica italiana.

Mattarella è apparso di buon umore. Sereno. “Mi rendo conto della situazione, ne prendo atto”, ha detto. Presidente, lei avrà un grande consenso, gli è stato detto. E lui: “Vi ringrazio della stima “. Più tardi ha visto anche i presidenti delle Regioni.

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Alle 16,30 è iniziato in Parlamento l’ottavo scrutinio: quello decisivo. La fumata bianca è prevista intorno alle 21. Incredibile, ma vero. È il bis. “È andata tutto bene” ha detto la capogruppo di Forza Italia, Anna Maria Bernini, lasciando il Quirinale. “Si è messo a disposizione ” ha raccontato Julia Unterberger capogruppo del Gruppo delle Autonomie. Il capo dello Stato ha voluto incontrare i rappresentanti dei capigruppo in Parlamento non a caso, in modo che fosse chiaro che la sua disponibilità fosse legata a una scelta esclusiva del Parlamento.

In mattinata il premier Mario Draghi e Mattarella si erano visti al Quirinale a margine della cerimonia di giuramento del nuovo giudice costituzionale Filippo Patroni Griffi. Un incontro decisivo. Draghi ha infatti chiesto a Mattarella di restare al suo posto “per il bene e la stabilità del Paese”. Questa uscita del premier unita alla volontà di Salvini di appoggiare il Mattarella bis ha cambiato l’umore dei Grandi elettori. In Parlamento, dove Mattarella aveva appena preso un’altra valanga di voti al settimo scrutinio, si è subito diffusa una enorme euforia. Era il via libera di Mattarella al bis.

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La messe di consensi presi dal Capo dello Stato uscente venerdì sera, alla sesta votazione, rappresentavano già un segnale inequivocabile della volontà delle Camere. Una petizione di stabilità. Anche la maggioranza degli italiani lo confermerebbe del resto a furor di popolo.

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Mattarella aveva posto come condizione che i gruppi parlamentari salissero al Colle e glielo chiedessero, intanto. E ciò per l’appunto è avvenuto. In aggiunta pretendeva un’unità delle forze di maggioranza, e anche ciò è accaduto. Mattarella non accetterà un mandato a termine, non in partenza almeno, perché sarebbe uno schiaffo alla Costituzione. Torna in carica, per sette anni.

Di fronte al caos – ragiona chi conosce nel profondo la sua psicologia – il Presidente, cresciuto nella cultura della complessità, assume su di sé il peso della responsabilità. Non se la sente, infatti, di lasciare il Paese nella tempesta.

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La rielezione consente di lasciare a Palazzo Chigi Mario Draghi, che potrà così ambire alla carica di Capo dello Stato tra qualche anno. La legislatura è salva. Anche se l’anno che ci separa dalle urne rischia di essere un replay della sconcertante baraonda a cui abbiamo assistito in questi giorni. Nessuna illusione. Il compito di Mattarella risulterà più difficile di quanto ci si possa immaginare.

Per mesi si è tirato per la giacca un Presidente della Repubblica di 81 anni, che ha ripetutamente espresso la sua contrarietà a una rielezione. Che ha ritenuto il secondo mandato uno sfregio alla Costituzione, perché rischia di trasformare il Capo dello Stato in un monarca. C’erano anche ragioni personali. Il desiderio di lasciare libera la figlia Laura, che con molta discrezione ha svolto il ruolo di first lady e che avrebbe voluto tornare alla propria professione di avvocato.

Mattarella durante il settennato ha vissuto con grande frugalità, limitando all’osso ogni occasione conviviale con amici o conoscenti. Avrebbe voluto riprendersi la sua vita di prima. Anche i suoi collaboratori avevano fatto gli scatoloni, come ha rivelato il tweet del suo portavoce, Giovanni Grasso. Fu così anche per Giorgio Napolitano, nel 2013. L’altro giorno l’ex ministro Graziano Delrio ha rievocato un pranzo con Napolitano e la moglie Clio a Reggio Emilia a trasloco già fatto. “Erano pieni di progetti sul futuro, pochi giorni dopo i partiti lo pregarono di rimanere”.

Oggi non è come nel 2013, fanno notare dal Colle, Mattarella, a differenza di Napolitano, non prenderà a ceffoni il Parlamento. Sergio Mattarella presidente bis, suo malgrado. Forse mercoledì il giuramento e il discorso di insediamento, proprio nell’ultimo giorno del suo mandato. Parlerà al Parlamento più sgarrupato di sempre.

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