‘Sex and the City’ reboot, i social insorgono per una morte inattesa

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ATTENZIONE: SPOILER

Da ieri milioni di fan di Sex and the City sono in lutto per la morte shock che ha funestato la prima puntata del reboot della serie, ovvero And just like that. Perché se è vero che la vita può ripartire a 50 anni (ma anche a 60 o 70) è altrettanto vero che, per citare una frase di Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), “c’è un momento in ogni rapporto in cui il romanticismo lascia spazio alla realtà”. E la realtà, in questo caso (occhio allo spoiler) è la morte improvvisa di Mr. Big (Chris Noth). Ma andiamo con ordine.   

Il passaggio dai 30 ai 50 anni

Basato sui libri della sex columnist Candace Bushnell, Sex and the city debuttò nel 1998 su Hbo lanciando i quattro personaggi delle trentenni newyorchesi che navigavano tra carriere, amicizie e la perenne ricerca dell’amore della vita. E ora le ritroviamo alle prese con le sfide dei 50 (e più) anni. Abbandonata la carta stampata, Carrie si è tuffata nel mondo dei social, Miranda (Cynthia Nixon) è tornata a scuola per un master in diritto umanitario, Charlotte (Kristin Davis) resta nel ruolo di supermamma alle prese con figlie adolescenti.

I fan erano preparati, con qualche malumore, alla notizia che Samantha (Kim Cattrall) non sarebbe stata più nel gruppo con Carrie, Miranda e Charlotte: “Non è morta di Covid”, spiegano all’amica Bitsy von Muffling le superstiti. La pr è volata a Londra per un nuovo lavoro, offesa da Carrie che non ha voluta farsi rappresentare per la sua nuova sex-podcast.

Il tempo non fa sconti

E si sapeva che Carrie non aveva mollato le amate Manolo Blahnik e gli stravaganti abiti mozzafiato da “ladies who lunch” nonostante i capelli grigi o abilmente colorati e le rughe coperte dal fondotinta. Aspetti che denunciano senza appello gli oltre 20 anni passati dalla fine della serie e che già hanno fatto arricciare il naso a quella fetta di pubblico che non ama gli venga ricordato che il tempo passa per tutti. Ma quello che è andato in onda negli Usa su Hbo Max (in Italia Sky e Now) è stato un colpo di scena shock mica da poco.

I lutti

Le sei stagioni di Sex and the city erano state all’insegna delle addizioni (amicizie, amori, vestiti, gioielli, successi nel lavoro), il revival And just like that comincia in levare: alcune piccole (i grandi magazzini Barney’s che non esisto più) altre stratosferiche: Stanford Blatch, l’attore Willie Garson che aveva il ruolo del migliore amico gay è morto durante la produzione. Ma il peggio deve ancora arrivare.

Lo shock (anche in borsa)

Carrie e Mr. Big sono ormai felicemente sposati, ma una sera lui la ‘tradisce’ per dedicarsi ad una seduta di spinning in sella ad una bicicletta Peloton e, dopo tre quarti d’ora… ci lascia le penne. Shock dei fan e della società di fitness, le cui azioni sono andate in caduta libera a Wall Street quando quello che doveva essere uno ‘spottone’ si è trasformato in boomerang micidiale: “Big aveva uno stile di vita stravagante, tra cocktail, sigari e bistecche, già aveva avuto problemi di cuore nella sesta stagione. Fare spinning sulla Peloton potrebbe aver rimandato l’attacco cardiaco”, ha detto Suzanne Steinbaum, specialista di Peloton in medicina preventiva al Los Angeles Times, cercando di contenere i danni provocati dal ‘fattaccio’.

‘And just like that’, il malore di Mr. Big (Chris Noth) 

La vita continua

Se Noth è uscito di scena, nuovi attori sono saliti a bordo per dare slancio al franchise con pennellate di diversità. Tra le nuove leve c’è Sara Ramirez di Grey’s anatomy nella parte di una  comica ‘queer’.

Le reazioni della critica e dei fan 

Perplesse le reazioni della critica, mentre il verdetto dei fan è ancora appeso. Per il New York Times And just like that è in realtà due show: “Quello che cerca di crescere con le donne che affrontano i 50 anni e la morte è deprimente, ma si assume rischi e in certi momenti è molto buono. L’altro che tenta di aggiornare l’impertinente sensibilità di fine anni 90 ad un’epoca di diversità, fa male a guardarlo”.

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