Siamo entrati nel giardino di Ninfa chiuso al pubblico: la fioritura tra le rovine medievali  

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La tradizionale giornata di apertura doveva essere il 21 marzo, in occasione dell’equinozio di primavera. Un appuntamento che sarà rinviato a causa del Covid. Ma la natura non attende e al Giardino di Ninfa (Latina), spettacolare insieme di fiori, piante esotiche, sorgenti e rovine medievali a 80 km da Roma, i primi boccioli iniziano a schiudere la magia dei propri colori. “Purtroppo, come l’anno scorso, le persone non possono uscire dal proprio comune e sono impossibilitate a venire da noi”, spiega Tommaso Agnoni, presidente della Fondazione Roffredo Caetani. “Avevamo già migliaia di prenotazioni per il 21 marzo, per Pasqua e Pasquetta – aggiunge -. Secondo le regole attuali potremo riaprire il sabato e la domenica dopo Pasqua. L’obiettivo è farcela per quella data. Speriamo di essere travolti dall’entusiasmo delle persone non appena sarà possibile riaprire”. Il Giardino, che ospita i resti di un villaggio medievale distrutto e abbandonato sul finire del XIV secolo, accoglie al suo interno una flora ricchissima, con esemplari provenienti dagli angoli più disparati del mondo.

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