Silvia Romano: imam Milano, ‘denunciare fanatici che la insultano, leggano Costituzione’

Libero Quotidiano News

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13 maggio 2020

Milano, 13 mag. (Adnkronos) – Denunciare i fanatici che insultano Silvia Romano e perché no obbligarli, come ‘pena accessoria’, a leggere la Costituzione Italiana. A chiederlo è Mahmoud Asfa, imam e presidente del consiglio direttivo della Casa della cultura musulmana di via Padova a Milano, per chi indirizza minacce, social e non, contro la giovane cooperante appena liberata e rientrata in Italia dopo una lunga prigionia. “Siamo contenti per la sua libertà – spiega all’Adnkronos -, siamo felici che sia tornata nel suo Paese, nel nostro quartiere, che abbia potuto abbracciare la sua famiglia”.
La 24enne, nelle mani di pericolosi terroristi islamici per 17 mesi si è convertita e ora si fa chiamare Aisha. “La questione della conversione è una cosa personale che riguarda Silvia, in un Paese civile e democratico come l’Italia è una scelta che va rispettata. Non capisco perché rivolgere questi insulti a chi per mesi ha vissuto sofferenze e dolori, perché invece di essere accolta con affetto lei debba pagare questa scelta o costrizione. A chi ricopre di insulti vergognosi una ragazza che è andata in Africa a fare del bene invito a leggere la Costituzione, tra le più belle al mondo, dove si parla di libertà di culto e di espressione”.
Silvia paga la “conversione a una religione che non piace. L’Islam è una religione di pace che non ha nulla a che vedere con qualche gruppo terroristico e che viene tirata in ballo da qualche area politica che per accaparrarsi voti una volta fa leva sulla paura, un’altra volta strumentalizza gli immigrati”. E così ora “nel suo Paese, Silvia diventa vittima di questi fanatici che dicono che deve essere arrestata, che sostengono che va rispedita in Africa dimenticando che è italiana. Chi insulta questa ragazza va denunciato, va costretto a leggere la Costituzione. Mi dispiace per Silvia, non conosciamo il suo dolore e i suoi drammi, lei e la sua famiglia meriterebbero tranquillità e invece qui deve subire ancora insulti e minacce”, conclude Mahmoud Asfa.

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