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Silvia, transgender aggredita per strada a Torino: “Non stavamo facendo nulla io e il mio ragazzo camminavamo solo a braccetto”

La Republica News
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Una ragazza transgender è stata aggredita in strada a Torino insieme al suo fidanzato. E’ successo nella periferia Nord della città. La ragazza – che ha confidato la vicenda al sito gay.it – si chiama Silvia e l’altra sera era uscita a cena con il suo ragazzo – racconta – Io ero vestita al femminile, ma senza tacchi o gonna. Indossavo un semplice jeans, una felpa e un po’ di trucco. Passeggiavo a braccetto con il mio fidanzato, quando un ragazzo si è alzato di scatto e ci ha urlato addosso”, racconta. “Froci di merda, io vi ammazzo”, ha detto in direzione della coppia, poi ha provato a colpire Silvia con un calcio ma era ubriaco e ha mancato il colpo. Ha continuato a minacciare i due con una bottiglia di birra che aveva in mano.

“Non mi devi neanche guardare perché ti ammazzo, devi stare muto”, ha urlato l’uomo guardando Silvia e ha continuato a urlare fino a quando Silvia e il suo ragazzo non si sono allontanati. La ragazza non sa dire che cosa abbia scatenato quella reazione: “Io e il mio ragazzo stavamo solo camminando a braccetto”. Non è a prima volta che Silvia viene aggredita per strada, era già successo cinque anni fa mentre si trovava con un’amica. Da allora gira con lo spray al peperoncino in tasca. ” Venerdì prima di uscire l’ho posato. Mi sono detta “Torino è una città lgbt-friendly, sta migliorando, non c’è bisogno che me lo porti dietro”.

“Abbiamo bisogno di leggi, abbiamo bisogno di azioni, abbiamo bisogno di persone di buona volontà che si alzino in piedi e dicano basta – è il commento di Marco Giusta, assessore alle Pari opportunità e ai Diritti del Comune di Torino – Come ha fatto Fedez, come ha fatto Michele Bravi, come hanno fatto le tante persone alleate. Abbiamo bisogno che la politica si assuma la responsabilità di queste azioni, e si impegni a contrastarle. Tutto il resto sono solo chiacchiere nel vento. Ancora una volta assistiamo nella nostra Torino a una brutta pagina nei confronti della comunità Lgbt, che si aggiunge alle altre brutte pagine, come femminicidi, razzismo, che leggiamo ormai quasi quotidianamente. Parole che ancora pesano nelle nostre vite e no, non ci basta sorridere per mandarle via”.



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