144143375 46ca8f78 23b0 4fbb a64a 7fa08bb31c29

Solo il 3% della Terra è rimasto intatto

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

144143375 46ca8f78 23b0 4fbb a64a 7fa08bb31c29

LONDRA. Viviamo nell’Antropocene, l’epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana: questo è ormai noto. Ma un nuovo studio rivela quanto sia stato devastante tale effetto: solo il 3% delle terre del globo rimane ecologicamente intatto, con una popolazione sana di tutti i suoi animali originali e un habitat non violato.

Deforestazione

Ogni cittadino di un paese ricco causa la perdita di 4 alberi in un paese povero

Questa minuscola porzione di natura incontaminata dall’invasione dell’uomo si trova principalmente nelle foreste tropicali dell’Amazzonia e del Congo, nella Siberia orientale russa, nella tundra canadese e nel deserto del Sahara, vale a dire nelle zone più inaccessibili della terra.

Ambiente

Deforestazione, l’Ue al secondo posto per import dopo la Cina

Ricerche precedenti, effettuate in larga parte attraverso immagini prese via satellite, calcolavano che tra il 20% e il 40% della superfice del nostro Pianeta fosse ancora incontaminato dall’intervento umano. L’indagine, pubblicata sulla rivista Frontiers in Forests and Global Change è andata più in profondità, confrontando mappe dei danni all’habitat naturale con quelle sulla scomparsa o forte diminuzione di specie animali necessarie a mantenere un equilibrio dell’ecosistema.

L’intervista

Olio di palma: come salvare l’ambiente e, insieme, i piccoli agricoltori

Gli scienziati autori dello studio affermano che foreste, savana e tundra possono apparire intatte dall’alto, ma sul terreno possono non esserci più animali di importanza vitale, come per esempio gli elefanti, che spargono semi e creano varchi nelle foreste, o i lupi, che tengono sotto controllo la popolazione di cervi e alci.

La sesta estinzione di massa è in atto e va più veloce del previsto

Vari studiosi ammoniscono che siamo all’inizio di una sesta estinzione di massa della vita sulla Terra, con gravi conseguenze per il cibo, l’acqua e l’aria da cui dipende l’umanità, e lo studio pubblicato ora sembra confermare tale allarme. “E’ un quadro spaventoso” afferma il professor Andrew Plumptre, del Key Biodiversity Area Secretariat dell’univesità di Cambridge, co-autore del rapporto. “Molte delle aree considerate intatte sono in realtà già stata deprivate di specie fondamentali, vittime della caccia o di invasione di altre specie”.

Biodiversità

Mammiferi, l’allarme degli scienziati: “Non sappiamo come reagiranno ai cambiamenti climatici”

Non tutti concordano: “Questo studio minimizza gli sforzi già fatti per salvare luoghi ecologicamente sani in tutto il mondo”, obietta il professor James Watson dell’University of Queensland in Australia. Pur riconoscendo che la stima del 3% di aree intatte è una “cifra approssimata”, il professor Plumptre è convinto che la minaccia sia più grave di quanto si credeva. Ma pensa che ci sia ancora tempo di recuperare altri paradisi terrestri, reintroducendo anche soltanto piccoli numeri di animali a rischio di estinzione, come appunto elefanti e lupi, una iniziativa che, secondo l’indagine, potrebbe fare risalire al 20% la quota di ecosistema protetto.



Go to Source