Sorpresa vaccini Sei dosi per fiala. Cosi lItalia ne avra 5 milioni in piu

Sorpresa vaccini: “Sei dosi per fiala”. Così l’Italia ne avrà 5 milioni in più

La Republica News
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Da ogni fiala del vaccino Pfizer si potranno ottenere 6 dosi e non 5 come previsto finora. Ieri sera il ministero alla Salute e Aifa, l’Agenzia del farmaco, hanno dato alle Regioni il via libera ad un cambiamento che farà aumentare in un colpo solo del 20% i vaccini venduti all’Italia dalla casa farmaceutica statunitense. Da adesso alla fine di settembre è prevista la consegna di quasi 27 milioni di dosi, che quindi diventeranno oltre 32 milioni.
Ieri le Regioni si sono riunite con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri per discutere anche dell’arrivo dei vaccini. Era previsto per questa sera ma a causa del maltempo, che ha portato pioggia e nevicate, slitterà a domani, come ha spiegato il presidente della Liguria Giovanni Toti. La prima consegna dovrebbe essere di circa 470mila dosi e quelle successive, di quantità simili, saranno settimanali. Gli hub regionali saranno sorvegliati dalle forze dell’ordine, sulla base a piani preparati dai prefetti. Ci saranno anche servizi di scorta per evitare furti durante i trasferimenti delle dosi.
Le Regioni partono in ordine sparso a livello organizzativo. C’è chi inizierà vaccinando gli anziani delle Rsa e chi si dedicherà al personale che somministra i vaccini, oppure a quello dei reparti Covid. Altri faranno subito somministrazioni contemporanee a tutte le categorie a rischio. Riguardo all’accesso al vaccino per i dipendenti, c’è chi ha messo in piedi un sito per le prenotazioni, chi contatterà i vari reparti, chi invierà mail personali con gli appuntamenti.
Sempre le Regioni hanno discusso con la struttura del commissario del consenso informato per gli anziani delle Rsa non in grado di intendere e di volere senza un un tutore che possa esprimersi per loro. Si tratta di un problema che, si è detto, andrebbe risolto con una legge. I tempi per farla però ovviamente non ci sono.

Ieri intanto la Germania ha fatto un accordo con Biontech, l’azienda tedesca che ha inventato il vaccino di Pfizer, per assicurarsi altre 30 milioni di dosi. È cioè uscita dall’accordo europeo in base al quale tutte i Paesi si dividevano i vaccini in proporzione al numero degli abitanti.
Tornando all’aumento delle dosi, nelle provette consegnate da Pfizer ci sono 0,45 milligrammi di vaccino. A questi gli operatori sanitari che si occupano della somministrazione devono aggiungerne 1,8 milligrammi di soluzione iniettabile. Si ottengono così 2,25 milligrammi di prodotto che vanno divisi in dosi da 0,3 a persona. Si possono quindi fare anche 7 dosi ma visto che tutti i farmaci in fiala prevedono un avanzo, se ne usano 6. Del resto anche statunitense Fda ha dato il via libera all’aumento delle dosi preparate con ogni fiale e la stessa Pfizer a gennaio chiederà l’autorizzazione a fare la stessa cosa in Europa. L’Italia intanto si mette avanti e dà già il via libera, che permetterà di avere quindi più vaccini. Non è un particolare da poco in un momento in cui c’è un solo prodotto autorizzato in Europa. Il 6 gennaio dovrebbe avere il via libera di Ema, l’agenzia regolatoria continentale, anche il vaccino di Moderna.
Piemonte
Mancano ancora alcuni frigo a -80°
Alla Città della Salute di Torino, la più grande azienda ospedaliera del Piemonte, in poco più di 24 ore, in 4mila 600 si sono prenotati per la vaccinazione contro il Covid. Ogni Asl si è organizzata in autonomia per raccogliere le prenotazioni, con liste di priorità o piattaforme organizzare gli appuntamenti. Si comincia appena saranno consegnate le 40mila dosi attese questa settimana: la neve ha creato rallentamenti, per cui Pfizer dovrebbe consegnarle non più oggi ma domani nei 19 ospedali già attrezzati per la conservazione. Il piano della Regione prevede che i punti di raccolta siano 28, ma alcuni sono ancora in attesa dei frigoriferi ordinati quando sembrava che le vaccinazioni partissero a gennaio inoltrato. Finora alla campagna hanno aderito circa due terzi dei 195mila tra personale delle aziende sanitarie, ospiti e operatori delle Rsa: nel V-day di domenica sono stati vaccinati 750 dipendenti di sette ospedali e 160 tra ospiti e lavoratori di tre Rsa pubbliche.- mariachiara giacosa
Lombardia
In primavera toccherà agli over 65
’80 per cento del personale sanitario lombardo aderisce alla campagna vaccinale. Le prime 1.680 fiale di vaccino Pfizer arrivate domenica all’ospedale Niguarda di Milano sono state distribuite subito in 13 hub di stoccaggio nelle 11 province lombarde. Nelle prossime settimane saranno attrezzati in totale 65 hub muniti di frigo che vanno a meno 70 gradi. I 41 hub già pronti possono contenere fino a 2 milioni di vaccini. Le prime 304.955 dosi sono riservate a medici, infermieri e ospiti delle Rsa. Dal 4 gennaio si comincia con piani vaccini predisposti dai singoli ospedali. Arcuri ha promesso 80 mila dosi già in queste ore a Malpensa. Da metà marzo, fase due: vaccinazione di massa degli anziani, prima i circa 700 mila 80 enni, poi da aprile i 65enni (2,3 milioni). Le chiamate avverranno tramite un portale della Regione, coordinato con quello nazionale. La vera preoccupazione è la tempistica della fornitura di 10 milioni di dosi per vaccinare tutti i lombardi entro la fine del 2021.- zita dazzi
Liguria
Iniezione subito anche per i volontari
In Liguria, il tasso di adesione alla prima tranche di vaccinazioni anti-Covid è del 91%. Domani e giovedì, Pfizer consegnerà i 16 pizza-box, ciascuno contenente 975 dosi, nei 14 ospedali-hub organizzati dalla Regione e suddivisi nelle cinque Asl. Le vaccinazioni cominceranno il 31 dicembre. Dagli hub, che conserveranno le fiale a -80°C, partirà la distribuzione alle 300 Rsa. Ogni settimana, in Liguria arriveranno 15mila dosi di vaccino. Il 25 gennaio comincerà la somministrazione delle seconde dosi. Al Policlinico San Martino, il più grande della regione, sono state programmate, dal 4 gennaio, 600 immunizzazioni al giorno. Si comincia dagli ospedalieri, i pazienti e operatori delle Rsa, i medici di base, i pediatri, i volontari delle pubbliche assistenze. In Liguria sono state immunizzate finora 205 persone e, oggi, si esauriranno tutte le prime 320 dosi ricevute.-michela bompani
Veneto
Dal 18 gennaio si parte con i richiami
In Veneto l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione è stata altissima. Circa il 90% di medici, infermieri e operatori sanitari hanno detto essere pronti alla somministrazione. La prima tranche, che arriverà tra oggi e domani, sarà di 38mila dosi. «Entro la fine di gennaio ne avremo circa 180mila, con le quali sarà stato coperto almeno con la prima iniezione il personale sanitario e ospiti e operatori delle residenze per anziani – spiegano dall’assessorato alla Salute – Dal 18 gennaio abbiamo in programma di iniziare a fare i richiami».Tra domenica e ieri sono state vaccinate 879 persone, grazie al primo invio, quello simbolico. Il Veneto inizierà a vaccinare da domani il personale sanitario coinvolto nella cura del Covid. La convocazione degli operatori avverrà con una mail personale con l’appuntamento per la somministrazione della prima dose e del richiamo.-mi.bo.
Emilia Romagna
Medici e infermieri prenotano online
Il 95% di medici e infermieri, e fino a otto operatori su dieci delle strutture per anziani, dice sì al vaccino anti-Covid. Dopo la prima giornata simbolica di domenica (975 vaccinati in Emilia-Romagna, soprattutto fra i vaccinatori), domani è atteso, maltempo permettendo, il primo carico di 40mila dosi da distribuire in sedici siti di stoccaggio da Piacenza a Rimini, dotati dei congelatori adatti. Entro fine gennaio dovrebbero arrivare poco più di 200mila dosi, sufficienti a coprire la platea del mondo della sanità e gli ospiti delle Rsa. Secondo le intenzioni della Regione, si procederà a vaccinare in maniera parallela sia medici e infermieri, che potranno prenotarsi online, sia gli ospiti e gli operatori delle case protette, dove invece andranno a domicilio squadre di vaccinatori. A Bologna l’Ausl spera di partire con la campagna già questa settimana ma molto dipende dai tempi di consegna. Proprio avere date certe è l’ultimo ostacolo per fissare il calendario completo.- rosario di raimondo

Toscana
Si parte dagli ospiti delle case per anziani
Sono stati circa 44mila su 54mila i dipendenti della sanità toscana che hanno aderito alla campagna di vaccinazione, cioè circa l’82%. La Regione riceverà già questa sera le prime 27.500 dosi dalla Pfizer, che farà le consegne in 8 ospedali (altri 4 che saranno coinvolti più avanti non hanno ancora i frigoriferi adatti alla conservazione). Alla fine di gennaio arriveranno circa 120mila dosi. L’assessorato alla Salute ha deciso di partire subito con la vaccinazione degli ospiti delle residenze per anziani. La prossima settimana partirà anche quella del personale sanitario, che potrà prenotarsi attraverso un portale messo a punto dalla Regione. Gli operatori si registreranno online e avranno subito i due appuntamenti per le somministrazioni. Intanto sono state quasi esaurite le 620 dosi consegnate dall’azienda farmaceutica domenica per l’avvio simbolico della campagna vaccinale anti Covid.-mi.bo.

Lazio
Precedenza a chi lavora in prima linea
Da oggi arriveranno nel Lazio 44.850 nuove dosi di vaccino Pfizer-Biontech, distribuite in 18 hub diversi. Il piano della Regione prevede per le prossime 5 settimane la consegna di circa 40mila vaccini a settimana, fino a un totale di 179mila. In base alle adesioni già raccolte, che tra il personale medico e sanitario si aggirano intorno all’80%, ogni Asl e azienda ospedaliera procederà a organizzare le liste delle persone da vaccinare ogni giorno. Il policlinico universitario Umberto I, per esempio, vaccinerà 270 tra medici e infermieri al giorno. Il criterio comune è quello di dare la precedenza a chi lavora in prima linea. Ieri nel Lazio sono state vaccinate 490 persone. Con i 335 vaccini previsti per oggi, la Regione completerà la prima fase della campagna, che prevedeva l’utilizzo di 955 dosi. Dopo i medici, gli operatori sanitari e gli anziani delle Rsa, inizierà la vaccinazione di massa per classi di priorità in base a patologie ed età.-cecilia gentile

Campania
Le convocazioni tramite email e sms
Domani è atteso il primo carico di fiale che produrranno circa 40 mila vaccini destinati alla Campania. Le dosi saranno consegnate direttamente dalla Pfizer-Biontech ai 27 ospedali indicati dalla Regione nel piano inviato al commissario Domenico Arcuri. Non ci sono comunicazioni ufficiali, ma si parla di circa l’85 per cento di medici e infermieri favorevoli alla vaccinazione. Nel V-day di domenica sono stati somministrati i primi 720 vaccini in sette ospedali e in una Rsa. In Campania, la prima fase coinvolgerà 135.890 operatori sanitari. Le richieste di adesione sono state inserite nella piattaforma regionale. Solo per l’azienda sanitaria Napoli 1 Centro ci sono state già 9 mila richieste. Ogni azienda sanitaria effettuerà le convocazioni con messaggi sui cellulari ed email, come già sperimentato domenica. A Napoli la vaccinazione da metà gennaio avverrà anche nei padiglioni della Mostra d’Oltremare.- antonio di costanzo
Puglia
Nessuna risposta da 19mila sanitari
Arriveranno tra domani e dopodomani in Puglia le nuove dosi di vaccino Pfizer-Biontech. Dopo le prime 505 fiale somministrate nel V-day, l’azienda ha comunicato che saranno stoccate 23mila dosi a settimana per arrivare a fine mese a 95mila, tante quanti sono gli operatori sanitari degli ospedali insieme al personale e agli ospiti delle Rsa che saranno vaccinati contemporaneamente nella Fase 1. Le fiale verranno stoccate da Pfizer negli 11 ospedali scelti dalla Regione come centri di stoccaggio perché dotati di frigo a -80. «Siamo pronti a cominciare anche il 31 mattina», assicura l’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco. La Regione ha creato una piattaforma web tramite la quale aderire alla campagna. Finora però sono arrivate 53mila adesioni (13,5mila infermieri, 15,7mila medici, 6,3mila oss e 17,5mila altri operatori), il 73% del personale sanitario pugliese. I restanti 19mila non hanno ancora risposto.- antonello cassano 
Sicilia
In 40mila registrati sul sito della Regione
Sono quasi 40mila gli operatori sanitari che dal 17 dicembre si sono registrati sulla piattaforma regionale siciliacoronavirus per dare la pre-adesione alla campagna vaccinale. Un terzo dei 118 mila sanitari di ospedali pubblici e privati, operatori di Rsa, medici di famiglia e pediatri. Dal 4 gennaio sono attese 45.825 dosi di vaccino Pfizer-Biontech a settimana che saranno consegnate nei 30 hub indicati dalla Regione: si tratta di ospedali pubblici dotati di frigoriferi a-80 gradi. In campo per somministrare i vaccini nella prima fase ci saranno 345 fra medici, infermieri e amministrativi. Dopo sanitari e anziani delle Rsa, si passerà ai 350 mila over 80 censiti. Ogni ospedale vaccinerà i suoi dipendenti secondo un calendario interno, a partire da chi si è pre-registrato. A ieri, in Sicilia si erano vaccinate 285 persone, fra cui 30 anziani di una Rsa di Palermo. Entro mercoledì si saranno vaccinati 685 siciliani.— giusi spica



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