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Sostegni Bis, per le imprese contributo pari a quanto già incassato ma via a nuovo canale. Stop al canone Rai per bar e ristoranti nel 2021

La Republica News
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MILANO – Nuove risorse in arrivo per le imprese. Nella bozza del decreto Sostegni Bis il governo prevede di erogare alle aziende che hanno già presentato e ottenuto i contributi a fondo perduto introdotti con il decreto sostegni la stessa somma già incassata, senza la necessità di inoltrare una nuova istanza, ricalcando quindi lo schema già previsto dall’esecutivo precedente con il decreto ristori.

Il canale alternativo per i ristori

Il nuovo decreto però introduce anche un’importante novità. Le aziende possono optare per un contributo alternativo, parametrato non più sulla perdita di fatturato media mensile nel 2020 rispetto al 2019 ma sulla differenza tra la media di fatturato mensile tra il 1 aprile 2020 e il 31 marzo 2021 e quello dello stesso periodo dell’anno precedente. A partire da questo dato vengono applicate le stesse percentuali previste dal precedente decreto.  In particolare, definita la cifra di riferimento, l’importo del contributo è pari al sessanta per cento per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a centomila euro, al cinquanta per cento per quelli da 100 a 400 mila euro, al quaranta per quelli fino a un milioni, al trenta per cento fino a cinque milioni e e al venti per cento fino a dieci milioni.

Imprese, altri 5 mesi di credito di imposta per i canoni di affitto

Sempre a sostegno delle imprese è in arrivo uno sgravio per altri 5 mesi sugli affitti per le aziende: la bozza  prevede infatti che sia riconosciuto il credito d’imposta al 60% (50% in caso di affitto d’azienda) per i canoni di affitt orelativi ai mesi da gennaio a maggio, scadenza cui viene allineato il credito d’imposta previsto per le strutture turistico-alberghiere. Per la misura vengono stanziati quasi 2,3 miliardi.

Le altre novità: stop al Canone Rai nel 2021 per bar e ristoranti, plastic tax rinviata

Il testo della nuova bozza che circola, composta di 48 articoli, spazia tra diverse norme. Il decreto prevede l’esonero del versamento del Canone Rai nel 2021 per bar, pub e ristoranti. Sempre a sostegno delle imprese colpite si prevede l’esenzione per il pagamento della prima rata Imu.  La misura relativa all’Imu riguarda gli immobili posseduti dai soggetti passivi – si legge nella relazione –  con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro all’anno e che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019. Tra le novità anche il rinvio della plastic tax a gennaio 2022 e un fondo da 600 milioni per consentire ai Comuni di ridurre la Tari alle attività economiche interessate dalle chiusure anti-Covid.

Rem, altri due mesi

Il Reddito di emergenza sarà riconosciuto per altri due mesi, a giugno e a luglio. Il decreto allunga la durata del beneficio dopo il tre mesi (marzo, aprile e maggio) già previsti nel primo dl Sostegni. Per ottenerlo bisognerà inoltrare domanda all’Inps entro il 30 giugno 2021. Il provvedimento istituisce inoltre presso il Ministero dell’interno un fondo da 500 milioni per il 2021 per consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, oltre che per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche.

Mutui e giovani, in arrivo rafforzamento del fondo di garanzia e agevolazioni fiscali

Per quel che riguarda il sostegno ai giovani per l’acquisto della prima casa, promesso dal premier Draghi in Parlamento, la bozza prevede come d’attese un duplice intervento sia in direzione del rifinanziamento del Fondo di garanzia sia attraverso agevolazioni fiscali.

Per chi ha rate già in corso, innanzitutto, il decreto proroga alla fine dell’anno le agevolazioni previste dal Fondo Gasparrini, lo strumento che – in caso di difficoltà – consente di sospendere per 18 mesi il rimborso delle rate e si fa carico del 50% degli interessi. Il dl Sostegni bis allunga al 31 dicembre la possibilità di accedere al fondo anche per lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali. Inoltre è elevato a 400 mila euro l’importo dei mutui ammissibili. Proposta che, dettaglia la relazione tecnica, non comporta necessità di rifinanziare il Fondo.

Rifinanziamento che è invece previsto per il Fondo di garanzia per la prima casa, quello gestito da Consap attraverso il quale lo Stato si fa garante (fino al 50%) dei mutui richiesti in banca. La bozza prevede una doppia ipotesi (a regime legata alla sola emergenza Covid, fino al 31 dicembre 2022) di estensione della via prioritaria d’accesso al Fondo per i giovani: si indicano quelli di età inferiore a 36 anni, a differenza delle regoli attuali che fanno riferimento ai giovani under 35 che siano titolari di un rapporto di lavoro atipico. Per questo allargamento, il decreto stanzia 55 milioni. Non c’è allo stato menzione di un innalzamento delle garanzie offerte.

Infine, c’è un articolo dedicato agli aspetti fiscali e che va sotto il titolo Agevolazioni per l’acquisto della casa di abitazione da parte di giovani. Qui, per chi non ha ancora compiuto 36 anni, si prevede l’esenzione delle imposte di registro e ipo-catastali (escluse le compravendite di case di lusso) per un costo di 162 milioni nel 2021 e 244 milioni del 2022; e un ristoro dell’Iva (128 e 192 milioni di costo), nei casi in cui questa è da pagare (acquisto dal costruttore). Infine (57 e 85 milioni di costo) è revista l’esenzione dall’imposta sui mutui sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, pari all’0,25 per cento dell’ammontare complessivo del finanziamento.

Turismo, sgravi affitti fino a 31 maggio

Sul fronte del turismo,  il decreto prevde una proroga fino al 31 maggio degli sgravi per gli affitti per strutture alberghiere, agrituristiche, agenzie di viaggio, tour operator e stabilimenti termali, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente. Viene quindi estesa al mese di maggio la possibilità di usufruire di un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo e del 50 per cento dell’ammontare mensile dei canoni per affitto d’azienda.



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