‘South Park’, la serie satirica prende in giro Putin: “Fa la guerra perché…”

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South Park attacca Putin e lo fa con l’arma che gli è propria: la satira. Con l’episodio Back to the cold war, andato in onda negli Stati Uniti mercoledì 2 marzo e che sarà sulla tv italiana il 10 marzo su Comedy Central, gli autori Matt Stone e Trey Parker realizzano una sorta di “instant satira” diventando la prima serie animata ad affrontare di petto l’attualità del conflitto e la minaccia atomica.

Sebbene non nominino mai l’Ucraina o Kiev, i riferimenti alla guerra in corso sono chiari e l’obiettivo della serie satirica ha un nome e un cognome: Vladimir Putin. L’episodio è ambientato a scuola dove il consulente della scuola elementare Mr. Mackey, confondendo il nome di Putin con il più rozzo “Pootin” durante una discussione in classe sul conflitto, sceglie di addestrare gli studenti per un possibile attacco nucleare. D’altronde Mackey è un nostalgico della guerra fredda anni Ottanta quando Stati Uniti e Russia si confrontavano, per mettere in guardia dalle minacce nucleari russi Mackey utilizza un sistema operativo obsoleto e l’episodio gioca con una serie di riferimenti al cinema di quegli anni da Wargames – Giochi di guerra a Rambo.

L’idea di fondo degli autori è che il presidente russo sia rimasto bloccato negli anni Ottanta e l’episodio si conclude con Mackey che prende in giro il leader russo che si vanta di essere un autocrate capace ma che in realtà invecchiando ha deciso di fare la guerra perché il suo pene presumibilmente “non funziona più come una volta”. In una clip pubblicata sul canale Youtube del programma si vedono i generali russi preoccupati perché “Putin non sta molto bene, è tristamente afflitto da nostalgia”, entrando nel suo studio lo trovano a petto nudo che balla sulle note della hit dance dell’83 Two Tribes dei Frankie Goes To Hollywood.

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Arrivata alla venticinquesima stagione su Comedy Central (canale 129 Sky e in streaming su NOW), la serie negli ultimi tempi si è concentrata sempre di più sull’attualità. Vincitori di Emmy e Peabody Award gli autori Stone e Parker hanno affrontato nelle ultime stagioni argomenti politici come l’elezione del Presidente degli Stati Uniti o l’emergenza sanitaria.

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