Spagna, Luis Enrique: “Attrezzati per neutralizzare la Croazia. Minacce a Morata? Ci penserà la polizia”

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COPENAGHEN – Luis Enrique parla alla vigilia della sfida contro la Croazia in programma a Copenaghen, con in palio il pass per i quarti di finale degli Europei.

Ha già deciso chi saranno gli undici titolari?
“La squadra e la rosa che ho a disposizione mi piacciono moltissimo. Potrei utilizzare una qualsiasi dei 24 giocatori convocati. Ognuno di loro mi dà le garanzie di cui abbiamo bisogno per passare il turno ed è per questo che tutti possono partire dal primo minuto contro la Croazia, lo dico con totale onestà”.

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Vale anche per Pedri?
“I fatti definiscono il suo valore molto meglio delle parole. Pedri è unico ed è un giocatore completamente diverso dagli altri. È timido, ma in campo è fresco e gioca molto bene il pallone”.

La partita si deciderà a centrocampo?
“È uno dei luoghi comuni che esistono nel calcio, che tutto sia deciso al centro del campo. Ma nel nostro caso è davvero così: è lì che inizia il nostro gioco. Ed è anche la zona dove la Croazia ha più qualità: per questo sarà una bella lotta”.

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La goleada con la Slovacchia vi ha sbloccati?
“Nulla è cambiato, con la Slovacchia abbiamo avuto le stesse occasioni che ci eravamo procurati contro la Svezia e la Polonia. L’unica differenza è averle concretizzate. Adesso, comunque, quel bel risultato ci dà una carica di fiducia che è molto positiva per la squadra”.

Teme la Croazia?
“Le rivali cambiano, quando giocano contro la Spagna. I croati faranno un ritmo medio, ma a seconda del risultato ci saranno delle variazioni. Mi aspetto un ritmo regolare, con delle accelerazioni improvvise”.

Come sta Morata?
“La situazione che lo ha coinvolto è talmente grave, che deve essere affidata alla polizia. Stiamo parlando di un reato. Insultare i suoi parenti è stato orribile e spero che i colpevoli siano puniti”.

Crede ai quarti?
“Già contro la Slovacchia è stata una gara da dentro o fuori: dovevamo solo vincere. Ora arriva un’altra finale. Non so se passeremo, ma sulla forza della mia squadra non ho dubbi. Abbiamo le armi per neutralizzare i nostri rivali”.

La Spagna è in crescita?
“Ho la stessa fiducia dall’inizio del torneo. Siamo competitivi e nessun’altra squadra ci ha sorpreso. Pensavamo di essere primi nel girone, certo, ma il calcio non è matematica e abbiamo avuto qualche intoppo, pur dando il massimo in termini di orgoglio e dedizione”.

Finora avete giocato sempre in casa…
“Avrei voluto giocare tutte le partite a Siviglia. Ma dobbiamo adattarci alle situazioni e veniamo in Danimarca con l’obiettivo di portare gioia ai nostri tifosi”.

Modric è il pericolo numero uno?
“Ho detto ai miei che nessuno di loro deve toccare palla. Ovviamente Modric e Kovacic sono quelli che portano il peso del gioco, nella Croazia. Modric elabora l’azione, arriva al tiro e la finisce. Più avremo noi il possesso del pallone e meglio sarà”.

Com’è finora il suo bilancio, Luis Enrique?
“I voti si danno alla fine del corso, non prima. Al termine del torneo vedremo dove siamo arrivati. Vogliamo vincere tutte le partite, è chiaro. Ma ora concentriamoci sulla prima, contro la Croazia: il resto non lo possiamo vedere e controllare.”

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