Spalare la neve con troppo vigore mette a rischio il cuore

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Per chi sceglie le vacanze in montagna, in questo periodo, meglio fare attenzione agli sforzi fisici. Anche se le temperature sono particolarmente dolci per il periodo, infatti, ad alta quota il clima può essere molto rigido e quindi indurre una vasocostrizione, ovvero un restringimento dei vasi che portano il sangue, tra l’altro, a cuore e cervello, con conseguente aumento della pressione arteriosa.

Se a questo si aggiunge un’attività intensa  come spalare la neve, ecco che la carenza di sangue ed ossigeno al cuore può diventare improvvisamente drammatica, scatenando un infarto. A lanciare il monito sulle condizioni specifiche legate allo sforzo di ripulire strade e vialetti dalla neve è un team di  esperti dell’American Heart Association, coordinati da Barry Franklin dell’Università di Oakland, in Michigan, che ha messo a punto un documento scientifico sui possibili rischi legati all’attività fisica in inverno.

Secondo quanto riportato, per chi spala con grande intensità e vigore la neve si può creare quella che lo stesso Franklin definisce come una “tempesta perfetta”. Da un lato lo sforzo fisico impegna l’albero circolatorio, poi il freddo influisce sulla circolazione del sangue con un restringimento delle arterie coronariche, per cui il cuore si può trovare di colpo in carenza di sangue ed ossigeno, con conseguente rischio di arresto e di infarto.

Stando al documento, che ha analizzato numerosi studi clinici, quando si spala la neve si può raggiungere un incremento del numero dei battiti cardiaci e della pressione massima che può arrivare a superare i valori osservati durante una prova da sforzo sul tapis roulant o sul cicloergometro. Questa condizione, ovviamente, appare particolarmente temibile non solo per chi ha già avuto un evento cardiaco, ma anche per chi è a rischio, magari perché ha la pressione alta oppure per il sovrappeso.

A colpire, sempre stando al documento degli studiosi d’oltre Oceano, è la rapidità con cui sforzo e basse temperature possono minacciare il cuore: in uno studio si è visto che dopo appena due minuti di pulizia della neve di buona lena la frequenza cardiaca può arrivare a superare i limiti considerati nel corso di una prova da sforzo.

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Non è la prima volta che si sottolinea come questa attività apparentemente innocua ed erroneamente non considerata come sforzo fisico possa rappresentare un pericolo. Basti pensare in questo senso ad uno studio che ha preso in esame in particolare gli uomini fumatori che hanno già avuto casi di angina o infarto in famiglia, condotto qualche tempo fa in Canada dagli studiosi della King’s University di Kingston e apparso su Clinical Research in Cardiology.

I cardiologi canadesi hanno preso in esame i dati relativi a 500 persone ricoverate presso l’ospedale cittadino nel corso di due stagioni invernali ed hanno scoperto che nel 7 per cento dei casi il via all’ischemia è apparso legato proprio alla pulizia del viottolo o comunque allo spalo della neve.

Per questo, da parte degli esperti, giungono diversi avvertimenti che possono aiutare sia a definire chi è a rischio sia per limitare i pericoli. Secondo Franklin, occorre che prestino molta attenzione i soggetti con specifici rischi cardiovascolari come chi è in sovrappeso o diabetico, chi fuma o ha fumato fino a poco tempo prima, chi ha già avuto un infarto o un ictus, chi ha colesterolo e/o pressione elevata. Per loro questa attività andrebbe evitata, così come appare controindicata per chi ha subito trattamenti chirurgici a carico delle coronarie o non invasivi come un’angioplastica.

Per tutti, comunque, c’è un monito da non dimenticare: non fate la classica “palata” andando in profondità sotto il manto nevoso per poi lanciare lontano la neve, ma piuttosto spostate dolcemente in senso laterale. Così facendo si riduce lo sforzo e, soprattutto i rischi. E se proprio decidete di liberare la strada dalla coltre bianca, fatelo con calma. La fretta ed il freddo sono nemici del cuore.

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