Sparatoria in Israele, almeno 5 morti nella città di Bnei Brak

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Un uomo in motocicletta ha sparato e ucciso almeno cinque persone in Israele a Bnei Brak, una città ortodossa vicino Tel Aviv. Un ferito è in gravi condizioni. Secondo la prima ricostruzione, l’uomo ha iniziato a sparare alle 8 di sera, colpendo all’inizio un automobilista e due passanti che si trovavano sul marciapiede vicino. Poi ha ucciso una quarta persona in una strada poco distante, mentre un agente veniva portato in ospedale in gravi condizioni. Alla fine anche l’aggressore è stato ucciso, in un terzo punto della città. Secondo fonti israeliane si tratta di un palestinese che viveva in Cisgiordania. Un suo presunto complice è stato arrestato poco distante. Il sindaco di Ramat Gan ha ordinato ai cittadini di restare a casa, nel timore che ci siano altri attentatori liberi. 

Due giorni fa un’altra sparatoria era avvenuta ad Hadera, con due poliziotti uccisi e sei feriti. Una settimana fa in un accoltellamento nella città meridionale di Beersheba c’erano stati altri quattro morti. La serie di attacchi fa temere una nuova ondata di violenze. Il gruppo “Stato Islamico” aveva rivendicato i due attentati della settimana scorsa.

Il premier Naftali Bennet ha convocato una riunione straordinaria di sicurezza. Vi prenderanno parte il capo della polizia, il ministro della Pubblica Sicurezza, il capo di stato maggiore dell’esercito e il direttore dello Shin Bet.

Messaggi di tripudio sono stati pubblicati a Gaza da Hamas e dalla Jihad islamica. “La lotta armata continua, siano benedette le mani degli eroi”, ha esclamato su Twitter Mushir al-Masri, un portavoce di Hamas. Ahmed al-Mudallal (Jihad islamica) collega l’attacco di oggi a quelli di Beersheva e Hadera. “Ciò dimostra che la resistenza è in una nuova fase. E’ un’unica campagna che coinvolge tutti i palestinesi: a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme e nelle terre del 1948”, ossia Israele.

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