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Speranza: “I dodicenni saranno vaccinati dai pediatri”.

La Republica News
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Roma. “Io penso che a vaccinare i più piccoli, i ragazzini dai 12 ai 14 anni, debbano essere i pediatri. Perchè c’è un rapporto di fiducia con i genitori che, visto che stiamo parlando di minorenni, è fondamentale. Domani l’Aifa darà seguito alla decisione di Ema che ha esteso la possibilità di vaccinare con Pfizer anche la fascia 12-15 anni e il nostro obiettivo è di arrivare alla riapertura delle scuole con tutti i dodicenni vaccinati, sperando in autunno di potere avere, dalle rolling review dei farmaci, ulteriori buone notizie per mettere in sicurezza anche i più piccoli”

E’ l’indicazione che arriva dal ministro della Salute Robeto Speranza intervenuto in diretta a “Che tempo che fa” su Rai 3. Speranza ha detto di “guardare con fiducia ragionata” alle riaperture dei prossimi mesi ma ha ancora invitato gli italiani alla prudenza e a continuare ad osservare le regole del distanziamento. Quanto alla prospettiva di fare presto a meno della mascherina ha detto: ” Non dobbiamo avere fretta di dismettere le mascherine, penso che al chiuso dovremo ancora portarle per un periodo abbastanza lungo, all’aperto spero invece che possiamo superarle molto prima”.

Tracciare i nuovi contagi e sequenziare adesso che l’incidenza per ogni 100.000 abitanti è rientrata in tutta Italia sotto quota 50, è l’obiettivo che il ministero della Salute si pone per mantenere l’epidemia sotto controllo. “Monitoriamo con grande attenzione le varianti – ha detto Speranza – un recentissimo studio dell’Iss ha rilevato che la variante indiana nel nostro Paese è solo all’1 per cento e proprio oggi ho firmato un’ordinanza che proroga al 25 giugno il blocco degli ingressi in Italia da India, Bangladesh e Sri Lanka. E per fortuna le prime valutazioni hanno dimostrato che i vaccini sono in grado di rispondere perfettamente a queste varianti. Per questo è importantissimo continuare a vaccinare. Siamo a buon punto con le fasce di popolazione più fragile ma i medici non devono smettere di parlare con chi non è convinto e non si è ancora vaccinato”.

Speranza ha poi parlato della prospettiva di una terza dose che dovrà essere somministrata tra l’autunno e l’inverno, un richiamo per tutti che sarà quasi certamente effettuato, come accade ogni anno per l’influenza, negli studi dei medici di famiglia. “Passeremo inevitabilmente ad un ritorno all’ordinarietà, dovremo dismettere i grandi centri vaccinali e tornare alle strutture del nostro sistema sanitario di base. I 40.000 medici di famiglia saranno la colonna portante”.



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